I Governi potrebbero chiedere ai cittadini di utilizzare meno le auto e gli aerei, risparmiando carburante per scopi più essenziali.

La Commissione invita i Paesi UE ad attuare misure coordinate come risposta alle interruzioni dei rifornimenti dal Medio Oriente
La Commissione Europea sta chiedendo ai Paesi Membri di considerare una riduzione del consumo di petrolio e gas, specialmente nel settore dei trasporti, in vista di una possibile “interruzione prolungata“ delle forniture energetiche a causa della guerra in Iran. La richiesta arriva dal responsabile UE per l’energia, Dan Jørgensen, come risposta ai timori di una crisi energetica mondiale e per non lasciare il continente impreparato. Il rischio è che il conflitto, dopo aver causato un aumento dei costi energetici, possa procurare una crisi dell’approvvigionamento in Europa.
“La sicurezza dell’approvvigionamento dell’Unione Europea resta garantita. Tuttavia, dobbiamo essere pronti a una potenziale interruzione prolungata del commercio energetico internazionale. È per questo che dobbiamo agire sin da ora. E dobbiamo agire insieme, come una vera Unione. Solo lavorando uniti potremo essere più forti e proteggere in modo più efficace i nostri cittadini e le nostre imprese“, ha dichiarato Jørgensen.
In una lettera indirizzata ai Ministri dell’Energia dei Paesi europei, visionata da diverse agenzie, Jørgensen ha suggerito ai Governi di considerare “misure volontarie di risparmio della domanda“, guardando in particolare al settore dei trasporti. Significa che Governi potrebbero chiedere ai cittadini di utilizzare meno le auto e gli aerei risparmiando carburante per scopi più essenziali, come stanno già accadendo in alcuni Paesi asiatici.
Crisi energetica mondiale: UE dipende per più del 40% dalle importazioni di carburante per aerei e diesel dal Golfo
Nella lettera Jørgensen ha specificato che il settore dei trasporti in Europa deve affrontare l’aumento dei costi e alla carenza di scorte a causa della forte dipendenza dal Golfo Persico, da cui l’UE ricava più del 40% dalle importazioni di carburante per aerei e diesel. “L’UE ottiene quasi il 15% del cherosene da fornitori mediorientali, sebbene la dipendenza sia maggiore di quanto suggerisca questa cifra, perché il blocco importa anche da raffinerie in India che lavorano petrolio del Medio Oriente“, ha detto a Reuters Benedict George, analista presso Argus Media.
Il Commissario UE ha spiegato anche che la carenza di scorte è aggravata dalla “limitata disponibilità di fornitori alternativi e di capacità di raffinazione per prodotti specifici all’interno dell’UE“. “Gli Stati membri dovrebbero astenersi dall’adottare misure che possano aumentare il consumo di carburante, limitare il libero flusso di prodotti petroliferi o scoraggiare la produzione delle raffinerie dell’UE“, ha detto Jørgensen. Il Commissario ha anche esortato i Paesi UE a considerare l’impatto transfrontaliero delle misure nazionali con l’obiettivo di preservare la “coerenza a livello dell’UE”. I Paesi dell’UE dovrebbero quindi prepararsi in previsione di una potenziale interruzione prolungata delle forniture.
Fino a questo momento l’Europa non ha avuto bisogno di adottare misure drastiche di risparmio della domanda, come avvenne per esempio durante gli anni Settanta, quando i Governi imposero il razionamento della benzina e le famose “domeniche ecologiche”. L’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) ha già presentato un elenco di proposte per ridurre i consumi dei cittadini a livello domestico e sul lavoro. I Paesi UE stanno inoltre contribuendo, per circa il 20%, al rilascio di oltre 400 milioni di barili di scorte petrolifere di emergenza coordinato dall’AIE.












