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La settimana normativa: la sfida della sicurezza energetica

Rassegna e analisi degli ultimi provvedimenti in materia di energie rinnovabili. Dal rapporto Brattle Group sui modelli USA alle nuove regole per la Conferenza di Servizi, fino al nodo eolico offshore: il punto sull’evoluzione del sistema elettrico e normativo.

Rassegna e analisi degli ultimi provvedimenti in materia di energie rinnovabili.

Garantire sicurezza energetica con le rinnovabili: il rapporto di The Brattle Group

L’energia solare ed eolica dipendono infatti dalle condizioni meteorologiche e non possono essere controllate con la stessa flessibilità delle centrali tradizionali. Quando vento e sole sono particolarmente favorevoli, l’energia prodotta può essere così elevata da far scendere i prezzi dell’elettricità fino a livelli molto bassi, talvolta anche negativi. In queste situazioni diventa necessario limitare la produzione o interrompere temporaneamente alcuni impianti perché la rete non è in grado di assorbire tutta l’energia disponibile.

La situazione opposta si verifica nei periodi in cui la produzione rinnovabile diminuisce. In queste fasi il sistema elettrico deve fare affidamento su fonti programmabili, come il gas naturale, per garantire la continuità delle forniture. Poiché il prezzo dell’elettricità nei mercati europei è determinato dal costo della fonte più cara necessaria a soddisfare la domanda, il ricorso alle fonti fossili può far aumentare significativamente il prezzo finale dell’energia. Questo spiega perché, nonostante il basso costo di produzione di solare ed eolico, le bollette non sempre riflettano pienamente i vantaggi economici delle rinnovabili.

Queste criticità sono al centro del rapporto “Clean Security of Supply in Europe”, elaborato dalla società di consulenza The Brattle Group su incarico della Clean Air Task Force. Lo studio analizza come riformare il mercato elettrico europeo per conciliare la sicurezza dell’approvvigionamento con gli obiettivi di decarbonizzazione, evitando allo stesso tempo inefficienze e costi eccessivi per i consumatori.

Uno degli aspetti centrali riguarda la necessità di disporre di risorse di backup in grado di compensare la variabilità delle rinnovabili. Queste possono includere sistemi di accumulo energetico, centrali programmabili, gestione della domanda o importazioni di energia da altri paesi. Tuttavia, l’attuale mercato elettrico non sempre fornisce incentivi sufficienti per investire in queste tecnologie, soprattutto quando vengono utilizzate solo per poche ore all’anno.

Per questo motivo diversi paesi europei stanno introducendo meccanismi di capacità, strumenti che remunerano non solo l’energia prodotta ma anche la disponibilità di capacità produttiva pronta a entrare in funzione quando necessario. Il problema è che, nonostante il sistema elettrico europeo sia fortemente interconnesso, molte di queste politiche restano definite a livello nazionale, creando potenziali inefficienze e mancanza di coordinamento.

L’esperienza di alcuni mercati internazionali offre indicazioni utili. Il rapporto di Brattle Group richiama in particolare due esempi negli Stati Uniti, spesso citati come possibili modelli di riferimento: la California e la regione del New England.

In California, ad esempio, la forte diffusione del solare ha favorito lo sviluppo di una vasta rete di sistemi di accumulo a batterie, utilizzati per immagazzinare l’energia prodotta durante il giorno e rilasciarla nelle ore serali. Il sistema elettrico dello Stato ha introdotto specifici obblighi di “resource adequacy”, che impongono agli operatori di garantire capacità sufficiente anche nelle ore in cui la produzione solare diminuisce, in particolare al mattino e nelle ore serali. Questo ha portato allo sviluppo di una delle più grandi flotte di batterie agli ioni di litio al mondo, con oltre 10 GW di capacità installata, utilizzate per assorbire l’eccesso di produzione nelle ore centrali della giornata e restituire energia alla rete quando la domanda aumenta.

Nonostante questi progressi, la California deve comunque mantenere centrali a gas per coprire eventuali periodi prolungati di scarsa produzione rinnovabile e garantire la sicurezza del sistema. Inoltre, gli investimenti in accumulo e le politiche di supporto contribuiscono a mantenere relativamente elevate le tariffe elettriche.

 Nel New England, invece, è stato sperimentato un modello di aste centralizzate per pianificare in anticipo l’approvvigionamento di energia pulita. Il cosiddetto Forward Clean Energy Market prevede aste attraverso cui gli operatori possono offrire energia a basse emissioni con diversi anni di anticipo, permettendo agli operatori di rete di conoscere in anticipo le risorse disponibili e favorendo l’ingresso di nuovi impianti rinnovabili nel mercato. Tuttavia il sistema ha mostrato alcuni limiti: le aste triennali inizialmente previste spesso portavano a impegni di fornitura da parte di impianti ancora in costruzione che non sempre entravano effettivamente in funzione. Per questo motivo il modello sarà progressivamente modificato con aste più frequenti, una estiva e una invernale, per riflettere meglio la variabilità stagionale della produzione rinnovabile.

Questi esempi mostrano come la transizione energetica non dipenda soltanto dalla diffusione delle tecnologie rinnovabili, ma anche dalla capacità di progettare mercati e politiche energetiche adeguate. Trovare un equilibrio tra sicurezza delle forniture, decarbonizzazione e prezzi accessibili rappresenta una sfida complessa, ma fondamentale per completare con successo la trasformazione del sistema energetico europeo.


Il giudice amministrativo richiama i limiti della partecipazione “a intermittenza” nella Conferenza di servizi

La sentenza del TAR Potenza n. 132 del 19 marzo 2026 chiarisce quali sono gli effetti dell’inerzia delle amministrazioni nei procedimenti complessi.

Il principio di fondo indica che l’inerzia non è neutra, bensì produce effetti giuridici pieni, fino a consolidare esiti che non possono più essere rimessi in discussione successivamente.

Nel caso esaminato, un ente locale ha tentato di contestare l’esito di un procedimento autorizzatorio relativo a un impianto fotovoltaico, concluso nell’ambito di una Conferenza di servizi articolata in più sedute. Tuttavia, la sua posizione è risultata compromessa dal comportamento tenuto nel corso del procedimento: partecipazione limitata alla sola prima riunione, assenza di un dissenso formale, mancata presenza alle sedute decisive e intervento solo tardivo, mediante richiesta di riapertura.

La decisione ribadisce alcune regole fondamentali della Conferenza di servizi:

  • il silenzio equivale ad assenso, anche in caso di mancata partecipazione alle riunioni; 
  • non è consentita una partecipazione discontinua seguita da contestazioni ex post; 
  • la partecipazione, nei procedimenti complessi, costituisce un onere e deve essere esercitata tempestivamente e in modo esplicito. 

Alla luce di tali principi, la richiesta tardiva di riapertura del procedimento è stata ritenuta irricevibile, in quanto formulata oltre i termini e dopo la conclusione del confronto conferenziale.

Ne deriva un’indicazione operativa chiara: chi non partecipa attivamente e nei tempi dovuti al procedimento ne accetta, di fatto, gli esiti e perde lo spazio per contestarli successivamente.


Nuove trattative sul futuro dell’eolico offshore e revisione degli incentivi

Il confronto sull’eolico offshore in Italia entra in una fase più operativa, mentre Mase raccoglie contributi dagli operatori del settore per rivedere il decreto Fer 2. Il provvedimento prevede l’assegnazione di circa 3,8 GW di capacità, ma necessita di aggiornamenti per risultare pienamente efficace.

Il tema è tornato al centro del dibattito politico dopo alcune dichiarazioni della premier Meloni, che ha sollevato dubbi sulla maturità della tecnologia e sui costi ancora elevati. Parallelamente, però, il lavoro tecnico prosegue con l’obiettivo di individuare possibili correttivi normativi.

Dal comparto energetico emerge la richiesta di interventi che favoriscano lo sviluppo dell’eolico offshore, in particolare delle soluzioni flottanti, ritenute strategiche per il futuro. Allo stesso tempo, si sottolinea l’importanza di apportare modifiche mirate, evitando procedure troppo complesse che potrebbero rallentare l’iter.

Rimane però aperta la questione del possibile coinvolgimento della Commissione europea: secondo il ministro Gilberto Pichetto Fratin, eventuali modifiche al decreto potrebbero richiedere una nuova valutazione preventiva, con il rischio di allungare i tempi. Un’ipotesi che Aero (Associazione delle Energie Rinnovabili) mira a scongiurare, lavorando su aggiustamenti limitati che evitino un nuovo passaggio a Bruxelles.

L’obiettivo condiviso è accelerare i tempi e creare le condizioni per le prime aste, ipotizzate già nei prossimi mesi, limitando al contempo rischi di contenziosi e ritardi burocratici.


Crisi energetica e regole europee: il confronto tra Bruxelles e Roma sul Dl Bollette

La nuova fase di tensione sui prezzi dell’energia riapre il dibattito sulle risposte da adottare a livello europeo. Per la Commissione Ue, l’obiettivo principale resta evitare interventi nazionali non coordinati che possano alterare il funzionamento del mercato interno.

Il vicepresidente della Commissione europea con delega all’Industria e al Mercato interno, Stéphane Séjourné, ha ricordato che l’Unione dispone di strumenti per prevenire questo rischio. Tra le opzioni citate vi è il possibile ricorso al quadro europeo per le emergenze del mercato interno, che consente alla Commissione di intervenire qualora le misure adottate dai singoli Stati membri generino barriere o accentuino le differenze nei costi dell’energia tra i vari Paesi. Secondo Séjourné, questo meccanismo potrebbe essere utilizzato proprio per evitare dinamiche protezionistiche o interventi che amplifichino gli squilibri nei prezzi dell’energia all’interno dell’Unione.

Le dichiarazioni arrivano mentre è in corso il confronto tra Bruxelles e il governo italiano sul Dl Bollette, attualmente in fase di conversione parlamentare. In particolare, l’attenzione della Commissione si concentra sull’articolo 6, che prevede un meccanismo volto a ridurre l’impatto del costo delle quote di emissione del sistema Ets nella produzione di energia elettrica da gas. L’obiettivo della misura è contenere il prezzo dell’elettricità, ma la sua applicazione dipenderà dal via libera della Commissione europea sulla compatibilità con le norme sugli aiuti di Stato.

Il punto centrale del confronto riguarda proprio la natura dell’intervento. Il meccanismo previsto dal decreto potrebbe infatti essere interpretato come un aiuto selettivo, in quanto favorirebbe una specifica tecnologia (la generazione termoelettrica a gas) incidendo sul processo di formazione del prezzo dell’energia.

In questo contesto il Dl Bollette assume un significato che va oltre il singolo intervento nazionale. Per Bruxelles la questione rappresenta soprattutto un test sull’equilibrio del sistema Ets, pilastro della politica climatica europea basato sul principio del carbon pricing. Un eventuale via libera potrebbe infatti creare un precedente e spingere altri Stati membri ad adottare misure simili, riducendo l’efficacia del segnale di prezzo della CO₂.

Le parole di Séjourné riflettono proprio questo equilibrio: da un lato la Commissione è disponibile a discutere soluzioni per affrontare l’emergenza dei prezzi energetici, dall’altro intende preservare le regole comuni del mercato europeo e il funzionamento del sistema di scambio delle emissioni.

Rinnovabili • Ivano Saltarell

About Author / Ivano Saltarelli

Partner dello studio Green Horse Legal Advisory di cui è co-responsabile del dipartimento di diritto amministrativo e regolatorio per l’energia. L’avv. Saltarelli ha un’esperienza ventennale nel diritto amministrativo e regolamentare, con particolare attenzione ai settori dell'energia rinnovabile, del gas e delle risorse naturali, nonché nel diritto ambientale. Fornisce regolarmente consulenza a primari investitori nazionali e internazionali, istituzioni pubbliche e private e istituti di credito in relazione a progetti di sviluppo di impianti renewables, a progetti in partenariato pubblico-privato (PPP) e relativi appalti pubblici, a questioni ambientali. L’avv. Saltarelli presta assistenza nei contenziosi amministrativi, anche dinanzi alle giurisdizioni superiori. Dal 2016, tiene lezioni all'Università di Napoli “Federico II” per i corsi di diritto dell'energia. Nel 2020, è stato menzionato tra i migliori avvocati italiani per “Energia e infrastrutture” nel MilanoFinanza Report. Dal 2022 è menzionato come avvocato di riferimento nel settore energetico da The Legal500.
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