BloombergNEF prevede un deficit di rame pari al 44% della domanda globale entro il 2050, con un divario di 20 milioni di tonnellate che richiederà 332 miliardi di dollari di investimenti in nuove miniere. La domanda di litio e grafite è destinata ad aumentare, mentre il riciclo dei metalli avrà un ruolo crescente nel soddisfare le esigenze della transizione energetica.

Secondo il Transition Metals Outlook 2026 pubblicato da BloombergNEF (BNEF) martedì 20 ottobre, nove metalli su dieci avranno una capacità produttiva sufficiente a coprire la domanda di lungo periodo. Il rame resta l’eccezione, con un deficit che potrebbe raggiungere 20 milioni di tonnellate entro il 2050, pari al 44% della domanda mondiale prevista.
Per sviluppare nuove miniere e colmare il divario saranno necessari 332 miliardi di dollari di investimenti. Il quadro complessivo delle prospettive globali di approvigionamento dei metalli necessari alla transizione energetica è comunque più favorevole rispetto alle previsioni precedenti. Nelle stime del BNEF dell’anno scorso, tre materiali erano considerati a rischio deficit rispetto al solo rame di oggi.
Il miglioramento rispecchia gli investimenti nella capacità produttiva e i progressi tecnologici soprattutto nel settore delle batterie, ma “la sfida ora non è tanto capire se il mondo sia in grado di produrre una quantità complessiva sufficiente di metalli, quanto piuttosto verificare se i materiali giusti saranno disponibili quando e dove saranno richiesti“, commenta Martin Tengler, Head of Metals and Mining di BloombergNEF.
Rame, domanda in crescita ma le miniere non bastano
Secondo le stime di BNEF, la domanda globale di rame aumenterà del 61% tra il 2026 e il 2050, raggiungendo quasi 46 milioni di tonnellate. Nel settore dei trasporti elettrificati il consumo del metallo è previsto in aumento del 244% fino a 11,4 milioni di tonnellate. A trainare la crescita sono soprattutto la crescente domanda di veicoli elettrici (Ev) e l’espansione delle reti elettriche.
Il problema però è che l’offerta rischia di non reggere il passo. BNEF prevede un deficit nell’offerta già nel 2028, destinato ad ampliarsi progressivamente. Secondo Tengler, sviluppare una nuova miniera richiede in media 17 anni, un periodo che in alcune regioni può superare i 20 anni. Anche avviando nuovi progetti oggi quindi il deficit non può essere evitato.
“Il principale ostacolo a colmare il divario nell’offerta di rame è il tempo necessario per sviluppare una nuova miniera“, spiega Tengler a Rinnovabili. “I principali cambiamenti necessari riguardano la semplificazione della normativa e delle procedure autorizzative“, aggiunge.
Tra le possibili alternative al rame figura l’alluminio, utilizzabile in alcune applicazioni, come determinate apparecchiature elettriche e alcuni tipi di cavi. “In altri settori sarà necessaria l’innovazione tecnologica per individuare alternative“, aggiunge Tengler.
Litio e grafite in aumento
In direzione opposta al rame, altri materiali mostrano prospettive di domanda in forte crescita. BNEF stima che la domanda di litio triplicherà entro il 2050, raggiungendo 4,8 milioni di tonnellate di carbonato di litio equivalente (LCE) da 1,6 milioni di tonnellate nel 2026.
Anche la richiesta di grafite è destinata ad aumentare notevolmente, passando a 6,9 milioni di tonnellate da 3,3 milioni di tonnellate nello stesso periodo. In entrambi i casi la principale spinta sarà l’espansione degli Ev e dello stoccaggio di energia.
Le prospettive sono invece diverse per nichel e cobalto. La crescente diffusione delle batterie al litio-ferro-fosfato (LFP), che non usano questi due metalli nel loro catodo, ha portato BloombergNEF a ridurre le precedenti stime della loro domanda.
La Cina domina la raffinazione dei metalli
Rimane ancora aperta la questione della concentrazione geografica della capacità di raffinazione. Secondo BNEF, la capacità di raffinazione di otto dei dieci materiali oggetto della ricerca è concentrata in un singolo Paese e per sette di questi il Paese è la Cina. Questa polarizzazione espone le catene di approvigionamento a rischi geopolitici e commerciali.
BNEF segnala inoltre che restrizioni alle esportazioni di cobalto nella Repubblica democratica del Congo e limitazioni alla produzione di nichel in Indonesia potrebbero comprimere la disponibilità di questi materiali. Nel breve periodo, le tensioni non sono quindi escluse: per il litio è previsto un deficit temporaneo, destinato ad attenuarsi con l’entrata in funzione di nuova capacità dal 2027, mentre il mercato del palladio potrebbe restare in deficit fino al 2034.
Riciclare è sempre più importante
Il riciclo avrà un ruolo crescente nel soddisfare la domanda di metalli per la transizione energetica. Secondo BloombergNEF, entro il 2050 sarà necessario per otto dei dieci materiali analizzati.
Il settore del riciclo delle batterie resta tuttavia sotto pressione: il calo dei prezzi del litio, del cobalto e del nichel e l’eccesso di capacità produttiva hanno messo in difficoltà gli operatori indipendenti negli Stati Uniti, alcuni dei quali sono falliti.












