Tra il nuovo impianto agrivoltaico RWE e il laboratorio aperto a oltre 1.000 studenti del territorio, la Sicilia fa sistema per accelerare sulla transizione energetica

L’Italia ha scoperto l’agrivoltaico. Non la tecnologia di produzione energetica applicata ai campi, ovviamente, ma i suoi concreti vantaggi per la collettività. Ce lo confermano i numeri: oltre il 50% delle istanze attualmente in Valutazione di Impatto Ambientale riguarda, infatti, progetti agrivoltaici (fonte Renewable Energy 2026 di Energy & Strategy del PoliMi). In questo scenario, la Sicilia si conferma una delle regioni italiane a più elevato potenziale attrattivo, con circa 6 GW di rinnovabili già autorizzate.
A testimoniare la spinta dell’isola verso la produzione di energia pulita è il nuovo parco agrivoltaico avanzato realizzato nelle campagne di Enna da RWE, inaugurato contestualmente alla quarta edizione di Rinnovamente Days, la manifestazione promossa dall’azienda per favorire la conoscenza delle energie pulite tra le nuove generazioni e promuovere il dialogo tra istituzioni, operatori e comunità locali.
Energia pulita e tradizione agricola: il modello Enna
Per l’impianto di Enna – composto da 15.262 moduli fotovoltaici per una potenza di 9,5 MWac – è stata coinvolta la Società Agricola Piscopo. Il progetto integra la produzione di energia all’attività zootecnica: oltre 400 ovini rimarranno liberi di pascolare a rotazione tra i 18 ettari del parco.
Un progetto che noi di Rinnovabili abbiamo visto da vicino, partecipando al taglio del nastro alla presenza dei vertici di RWE Renewables Italia, delle imprese esecutrici e delle istituzioni locali. Per la società si tratta del terzo impianto agrivoltaico realizzato in Italia.
“La Sicilia è per noi un territorio strategico, dove oggi siamo presenti con oltre 145 MW di capacità installata tra impianti eolici e fotovoltaici. Il nuovo impianto agrivoltaico avanzato dimostra come produzione di energia e attività agricola possano convivere e creare valore per il territorio”, ha dichiarato Paolo Raia, Country Chair di RWE Renewables Italia. “Sempre in Sicilia stiamo completando un secondo impianto agrivoltaico, che entrerà in esercizio nelle prossime settimane, e abbiamo recentemente avviato la realizzazione del nostro primo sistema di accumulo a batterie, una tecnologia fondamentale per supportare l’integrazione delle fonti rinnovabili nella rete elettrica. In tutta Italia abbiamo circa 250 MW in costruzione, un percorso che ci consente di avvicinarci con decisione all’obiettivo di raggiungere 1 GW di capacità installata nel Paese entro il 2030”.
Soddisfatto della scelta imprenditoriale anche Liborio Piscopo, che ha messo a disposizione il terreno per un’installazione capace di offrire benefici diretti e indiretti all’intera comunità: “L’idea principale è stata quella di integrare il reddito aziendale senza alterare la produzione agricola. Anzi, si prevede un incremento produttivo: realizziamo molti prodotti DOP e, grazie all’ombreggiamento dei pannelli, le pecore avranno a disposizione erba fresca per più mesi all’anno”.

Il convegno: fare sistema per velocizzare la transizione
In parallelo all’inaugurazione dell’impianto, lo storico autodromo di Pergusa ha fatto da cornice ai Rinnovamente Days. All’interno del Dome – una tecnostruttura allestita da RWE e con il patrocinio del Comune di Enna, dell’Università “Kore” e della Società Geografica Italiana – si sono tenuti quattro giorni di convegni, laboratori e incontri per le scuole, coinvolgendo oltre mille studenti del territorio affiancati da esperti dell’azienda e divulgatori scientifici.
La manifestazione si è aperta con il convegno istituzionale “Territori Rinnovabili: il Valore di Fare Sistema per uno Sviluppo Condiviso”, un importante momento di confronto tra rappresentanti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale e del settore energetico. L’intero dibattito è stato attraversato da un chiaro filo rosso: l’urgenza di adottare misure concrete per velocizzare l’installazione degli impianti e accelerare la transizione energetica del Paese.
A dare il via ai lavori è stato il sindaco di Enna, Vladimiro Crisafulli, che ha evidenziato come investire nelle fonti pulite sia indispensabile per contrastare il caro energia e affrancarsi dalla dipendenza estera, oltre a sottolineare l’importanza dell’esempio educativo dato alle giovani generazioni del territorio. “Investire nelle energie rinnovabili, e quindi nella transizione energetica, è fondamentale. Pensiamo al caro energia: l’Italia è un Paese povero di risorse fossili, e puntare sulle fonti rinnovabili significherebbe ridurre la nostra dipendenza dall’estero e garantire a famiglie e imprese costi più stabili e sostenibili. Nel nostro territorio abbiamo diverse aree agricole destinate alla produzione fotovoltaica, ed è un esempio importante quello che viene dato ai bambini, la nostra amministrazione ha l’obiettivo di formare una generazione che usi energia prodotta da sole, vento e acqua”.
Proseguendo nella discussione, le analisi degli esperti presenti al tavolo hanno messo in luce i vari tasselli necessari a questo cambio di passo. Luca Barberis, Direzione Fonti Rinnovabili di GSE ha rimarcato come il settore si trovi ormai in una fase evoluta in cui gli incentivi devono indirizzare verso asset sempre più strategici, evidenziando al contempo come la vera sfida rimanga il superamento delle criticità legate alla connessione alla Rete. A questo si lega il tema del consenso sociale, richiamato da Luciano Barra, Presidente di Italia Solare. Per Barra senza il coinvolgimento e l’adesione dei territori risulta estremamente complesso ipotizzare il salto dai 46 GW attuali di rinnovabili agli 80 GW previsti per il 2030.
L’esigenza di tempi rapidi è stata ribadita con forza anche da Davide Astiago Garcia, Segretario Generale di ANEV, che ha lanciato un allarme sui ritardi dell’eolico in Sicilia e in altre regioni a causa di iter autorizzativi troppo complessi e prolungati. A dimostrazione di come le competenze e le tecnologie siano già pronte a sostenere ritmi più serrati, Girolamo Lanzarone Ufficio Tecnico di CIM – l’azienda siciliana che ha realizzato l’impianto di Enna — ha ricordato come i lavori si siano conclusi in soli cinque mesi nonostante la spiccata complessità del sito.
A chiudere i lavori è stato nuovamente Paolo Raia, sottolineando la portata strategica e culturale di questa svolta: “L’obiettivo comune deve essere realizzare impianti rinnovabili non solo per ragioni ambientali, ma per cogliere una straordinaria opportunità economica legate a una tecnologia ormai matura e dai costi competitivi. Se in passato le aziende andavano al Nord per la presenza di energia idroelettrica, oggi potrebbe accadere il contrario con la Sicilia e non realizzare questi impianti sarebbe un’opportunità persa per l’Italia. Inoltre, eventi come Rinnovamente Days servono anche a superare i pregiudizi culturali che ancora persistono sulle rinnovabili”.
E per superare il pregiudizio, serve anche il coinvolgimento delle nuove generazioni. Infatti, oltre mille studenti delle scuole del territorio hanno partecipato alle intense giornate di Rinnovamente Days con attività divulgative e laboratori sulla sostenibilità ambientale, transizione energetica, effetti del cambiamento climatico affiancati dagli appassionati esperti di RWE.
Tra le novità più interessanti dell’edizione 2026, i ragazzi hanno potuto toccare con mano un esempio concreto di economia circolare applicata all’energia: una vera navicella eolica dismessa e trasformata in museo. Il cuore tecnologico di una turbina che per anni ha generato energia pulita ha iniziato così una seconda vita come spazio esperienziale, formativo e divulgativo.
Un’iniziativa che riflette appieno il messaggio emerso dal convegno: solo facendo sistema tra imprese, istituzioni e comunità locali sarà possibile superare i rallentamenti burocratici, abbattere i pregiudizi culturali e trasformare la transizione energetica in un’opportunità di sviluppo rapida, concreta e condivisa per tutto il Paese.













