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Birol dell’IEA: “Non mi aspetto che nel 2027 i mercati dell’energia tornino ai livelli pre-guerra”

Secondo il capo dell'IEA, in Europa ci attende un inverno duro a causa della guerra in Ucraina e in Iran.

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Capo dell’IEA: sicurezza energetica sempre più a rischio, nuovi timori per la domanda di gasolio utilizzato per il riscaldamento

Il capo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), Fatih Birol, ha detto che le tensioni geopolitiche sono alle stelle e di essere preoccupato per la domanda di gasolio per il riscaldamento utilizzato dai Paesi occidentali durante l’inverno.

Il capo dell’IEA, intervenendo alla conferenza Singapore International Energy Week, ha dichiarato di non aspettarsi che i mercati energetici nel 2027 tornino ai livelli precedenti alla guerra in Iran. “Dobbiamo prepararci tutti, mettendo la sicurezza energetica al primo posto tra le priorità dei nostri governi e del mondo imprenditoriale“, ha affermato. Birol ha inoltre sottolineato che le tensioni geopolitiche sono diventate un fattore sempre più determinante nei mercati energetici globali.

L’Europa dovrà affrontare un inverno difficile, ha spiegato ancora Birol. Secondo il capo dell’IEA, in Europa ci attende un inverno duro a causa della guerra in Ucraina e di quella in Iran, poiché Bruxelles non intende più cedere ai ricatti della Russia e Qatar ed Emirati Arabi non sono più in grado di esportare gas come prima del conflitto. Tutto questo eserciterà una forte pressione anche sui mercati del gas questo inverno.

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Quanto gasolio per riscaldamento utilizziamo ancora in Italia

A settembre l’Unem, l’associazione delle imprese dei carburanti, aveva rilevato che nel primo semestre del 2026 il consumo gasolio in Italia è calato del 4%( -495.000 tonnellate). La contrazione è dovuta al calo del gasolio per i motori (-3,7%) e di quello ad uso riscaldamento (-11%). In ogni caso, nel 2025 i consumi (immissioni al consumo) di gasolio per riscaldamento in Italia erano ancora pari a 0,5 milioni di tonnellate (sebbene in calo del 5,1% rispetto al 2024). Nei Paesi del Nord Europa, come Svezia, e Norvegia, l’utilizzo del gasolio per riscaldamento è praticamente marginale o quasi del tutto azzerato, essendo stato sostituito da pompe di calore, energia elettrica da fonti rinnovabili e teleriscaldamento.

L’Algeria invierà unità dell’esercito in Niger per proteggere i propri interessi energetici

Le tensioni geopolitiche e i problemi di forniture di fonti fossili non riguardano certamente solo l’Europa e il Medio Oriente. L’Algeria, per esempio, ha deciso di inviare le proprie truppe all’estero per la prima volta dal 1973 per proteggere le infrastrutture energetiche. Il Governo algerino ha infatti deciso di inviare alcune unità dell’esercito in Niger, dopo che il Parlamento ha approvato una risoluzione che autorizza il dispiegamento dell’Esercito Nazionale a Madama, nel nord del Niger, vicino al confine con la Libia.

Gli interessi dell’Algeria in Niger riguardano principalmente l’energia e il gasdotto trans-sahariano, Trans-Saharan Gas Pipeline, che dopo decenni di ritardi dovrebbe portare alla realizzazione di un nuovo corridoio di esportazione del gas naturale africano verso i mercati internazionali, in particolare verso l’Europa dalla Nigeria attraverso il Niger.

Niger e Algeria hanno concordato di approfondire la cooperazione contro la violenza jihadista, il crimine transfrontaliero e il traffico illecito. “Questa decisione segna una rottura storica con la dottrina algerina di non intervento nei conflitti militari al di fuori dei propri confini. E deriva dalla necessità di proteggere il futuro gasdotto trans-sahariano“, ha spiegato Abdellah Akir, ricercatore di relazioni internazionali, all’AFP.

Birol ha sottolineato anche che la forte concentrazione in pochi Paesi nelle catene di approvvigionamento di energia pulita continua a essere un altro grande ostacolo alla sicurezza energetica. Sebbene non abbia citato esplicitamente gli Stati che dominano le forniture in questo settore, aveva in mente la Cina, che è il principale fornitore mondiale di apparecchiature per le energie rinnovabili, dai pannelli solari alle turbine eoliche, fino ai veicoli elettrici e alle batterie.

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.