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Tariffe di rete, l’UE cerca un accordo sulla riforma. L’Italia chiede più flessibilità

I ministri dell’Energia dei 27 Stati membri si confrontano sulla proposta della Commissione europea per riformare le tariffe di rete elettrica. Al centro del dibattito, l’armonizzazione dei criteri tariffari e le misure fiscali per favorire l’elettrificazione. L’Italia chiede maggiore flessibilità per tutelare le specificità dei sistemi nazionali e propone di eliminare la disposizione che prevede un trattamento fiscale più favorevole per l’elettricità rispetto al gas. La Presidenza irlandese punta a raggiungere un orientamento generale sulla proposta al Consiglio Energia di dicembre.

Integrazione della rete elettrica: fino a 7 mld di risparmi negli USA
Integrazione della rete elettrica: fino a 7 mld di risparmi negli USA – fonte pixabay

I ministri dell’Energia dei 27 hanno discusso la proposta europea di revisione delle tariffe di rete elettrica. Al centro del confronto, l’armonizzazione delle metodologie tariffarie e le misure fiscali per favorire l’elettrificazione. L’Italia chiede di eliminare la disposizione che prevede un trattamento fiscale più favorevole per l’elettricità rispetto al gas.

Nel corso del Consiglio Energia del 29 ottobre a Lussemburgo, i ministri hanno esaminato la proposta presentata dalla Commissione europea il 17 luglio, che punta a ridurre i costi complessivi del sistema elettrico, migliorare l’utilizzo delle infrastrutture esistenti e accelerare l’elettrificazione.

Tariffe di rete

La Commissione intende rafforzare i principi comuni per la definizione delle tariffe nazionali, introducendo incentivi a un utilizzo più efficiente delle reti. Tra gli strumenti indicati ci sono segnali di prezzo differenziati in base alla localizzazione geografica e alle fasce orarie di consumo.

Per migliorare la trasparenza e la comparabilità tra i Paesi, Bruxelles propone criteri e metodologie comuni per la definizione delle tariffe. È su questo aspetto che si concentrano alcune delle principali riserve degli Stati membri, che chiedono di mantenere margini di flessibilità a livello nazionale.

L’Italia, in particolare, rivendica la necessità di preservare le specificità dei sistemi elettrici nazionali e il ruolo delle autorità di regolazione nella definizione delle strutture tariffarie.

Nel corso del dibattito, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, sottolinea che “è fondamentale, nel rispetto dei principi di proporzionalità e sussidiarietà, che l’introduzione di criteri armonizzati non proceda a scapito della necessità di tener conto delle specificità dei sistemi elettrici nazionali e del ruolo delle Autorità di regolazione nazionali nella definizione degli assetti tariffari più adeguati ed efficienti“.

Il ministro irlandese per il Clima, l’Energia e l’Ambiente, Darragh O’Brien, riconosce le difficoltà legate alle diverse impostazioni nazionali. “La politica è l’arte del possibile“, osserva, ricordando che i Paesi partono da punti di vista e condizioni diverse. “Nessun ministro mi ha detto che le tariffe di rete dovrebbero rimanere così come sono e persistere nel futuro“.

Tassazione dell’elettricità, l’Italia chiede lo stralcio dell’articolo 18c

Un altro tema di discussione riguarda le disposizioni fiscali, con cui la Commissione intende favorire un trattamento dell’elettricità più vantaggioso rispetto a quello del gas naturale.

Il documento prevede che le accise sull’elettricità non siano superiori a quelle applicate al gas naturale. Propone anche condizioni che facilitino l’introduzione di riduzioni fiscali per l’elettricità fornita alle imprese ad alta intensità energetica.

Nel confronto in Consiglio, diversi Stati membri hanno sollevato dubbi sulla base giuridica delle disposizioni fiscali, ritenendo che debba essere applicato l’articolo 113 del Trattato sul funzionamento dell’UE, che richiede l’unanimità in Consiglio.

La posizione dell’Italia è esplicita. Secondo Pichetto Fratin, la disposizione “avrebbe un impatto significativo sul gettito nazionale o sarebbe economicamente insostenibile per famiglie e imprese, avendo peraltro un effetto contrario e cioè un aumento sul gas che determinerebbe una esplosione dei prezzi dell’energia elettrica, demotivandone l’utilizzo“.

Al contrario, il commissario europeo all’Energia e all’Alloggio, Dan Jørgensen, difende la necessità di ridurre la tassazione sull’elettricità, definendola uno strumento capace di produrre benefici immediati per famiglie e imprese e incentivare il passaggio dalle fonti fossili.

“In alcuni Stati membri abbiamo una legislazione fiscale per cui la tassa sull’elettricità è quattro volte superiore a quella sul gas. Ciò è ovviamente controproducente rispetto ai nostri obiettivi, e ritengo che una crisi come questa rappresenti una buona opportunità per porvi rimedio“, continua Jørgensen.

Verso il Consiglio di dicembre

Il confronto politico continuerà nelle prossime settimane, mentre il lavoro tecnico sulla proposta proseguirà a livello di Consiglio. L’obiettivo dichiarato da Dublino è raggiungere un orientamento generale al Consiglio di Energia di dicembre.

About Author / Laura Contemori