A Natale la solidarietà è in tavola

La crisi economica sta generando nuove povertà. Molte le iniziative di solidarietà da sostenere per garantire un momento di serenità alle famiglie bisognose

solidarietà natale

di Isabella Ceccarini

(Rinnovabili.it) – La pandemia non sta mettendo in difficoltà solo il sistema sanitario nazionale ma sta creando nuove povertà. La chiusura di molti esercizi commerciali si ripercuote anche sull’indotto che vi ruota intorno e il numero di famiglie in difficoltà è in crescita, oltre 4 milioni le persone che non possono permettersi di mangiare regolarmente. Molte le iniziative che si stanno sviluppando in tutta Italia.

Molto bella perché agisce su due fronti quella di Galbani con Caritas Italiana: donare 2.000 pranzi in 10 città italiane e sostenere la ristorazione con l’iniziativa #TiriamociSù. Trenta ristoratori del territorio prepareranno e consegneranno i pranzi, compreso il tiramisù che già nel nome riassume lo spirito dell’iniziativa. Galbani ha trasformato in una gara di solidarietà un progetto nato sui social network per veicolare un messaggio di  sostegno alle persone che oggi si trovano in difficoltà. L’azione congiunta di Caritas e Galbani è un segno concreto di aiuto ai più fragili, per non lasciare indietro nessuno. Ricordate lo slogan “Galbani vuol dire fiducia”? Dalle parole si è tradotto in fatti: i 5.000 dipendenti di Gruppo Lactalis Italia – di cui fa parte Galbani – doneranno un’ora del proprio stipendio al progetto e Lactalis ne raddoppierà il corrispettivo in euro. La somma raccolta verrà donata alle Caritas locali.

Nei mercati di Campagna Amica Coldiretti è stata attivata la spesa sospesa: gli agricoltori raddoppieranno le offerte fatte dai cittadini per portare prodotti italiani di qualità nelle case di chi è in difficoltà. Un’iniziativa di solidarietà semplice ed efficace che rifornisce anche le mense caritatevoli.

Parlare di spesa sospesa e pensare a Napoli è tutt’uno. Qui con la pandemia è tornato in voga il “panaro”, il paniere di vimini che dalla finestra viene calato per prendere la spesa consegnata dal garzone della bottega ed evitare contatti ravvicinati. In centro sono comparsi anche i panari solidali con la scritta “Chi può metta, chi non può prenda” ricalcando la frase che il medico santo Giuseppe Moscati scrisse in un cesto per le offerte nel suo studio. Esempi analoghi sono comparsi anche nella periferia romana, e in via Tiburtina un panificio lascia nelle buste l’invenduto della giornata con la scritta “Se ne hai bisogno prendi, è gratis”.

Sempre a Napoli è nata l’iniziativa di solidarietà SpesaSospesa.org fondata da due volti noti dello spettacolo, Serena Rossi (ricordate la sua magnifica interpretazione di Mia Martini in “Io sono Mia”?) e Davide Devenuto, interprete della soap “Un posto al sole” e di molti altri successi, insieme ad alcuni amici e promossa da Lab00 Onlus. È una piattaforma digitale per l’acquisto, la vendita e la donazione di generi alimentari di prima necessità che trasforma lo spreco in aiuto in un’ottica di solidarietà circolare. I cittadini possono contribuire con donazioni libere in denaro; imprese alimentari, catene di distribuzione e produttori locali potranno donare prodotti in eccedenza o in scadenza, o venderli a prezzi scontati. La tracciabilità trasparente è garantita dalla tecnologia blockchain. Uno sguardo alle cifre di SpesaSospesa.org può dare l’idea del successo dell’iniziativa, ma anche della povertà crescente: sono stati raccolti 600mila euro, di cui circa 530mila già distribuiti sul territorio con oltre 94 tonnellate di beni alimentari.

Il Banco alimentare onlus, che ogni giorno recupera cibo per donarlo alle strutture caritative, dal 6 dicembre al 6 gennaio si è associato a Mediafriends nell’iniziativa di solidarietà “Alimentiamo la speranza”. Come spiegano, «le conseguenze del Covid hanno toccato ognuno di noi e chi si trova ad avere bisogno di un aiuto alimentare spesso è più vicino di quanto pensiamo». È possibile fare una donazione con cui sostenere il recupero e la donazione di cibo: 10 euro corrispondono a 140 pasti (un pasto è un mix di 500 gr di alimenti secondo la stima della European Food Bank Federation).

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