Al via la 5° edizione di Agrifood Forum, progetto ideato da Rinnovabili per riflettere sul ruolo dell'agricoltura nella transizione energetica

Agrifood Forum ’26: la filiera agricola valorizza la produzione di rinnovabili
“Il settore delle rinnovabili può e deve rispondere non solo alle sfide attuali ma soprattutto a quelle future. È questo l’obiettivo che ci ha spinti a organizzare il progetto di Agrifood Forum, perché il comparto agricolo è uno dei pilastri più strategici dell’economia nazionale e del Sistema Paese” le parole di Mauro Spagnolo, Direttore di Rinnovabili, in apertura della quinta edizione di Agrifood Forum ’26, evento organizzato dalla testa giornalistica, in collaborazione con Confagricoltura
L’edizione 2026, come emerge sin dal titolo “Energia che vale”, è focalizzata interamente sul tema dell’energia e della connessione con il mondo dell’agricoltura. “Fino a pochi anni fa l’energia era considerata una semplice voce di costo nel bilancio di un’azienda agricola. Oggi, a causa dei delicati equilibri globali e dei complessi scenari attuali, è diventata il principale strumento di competitività per le imprese”, sottolinea ancora Spagnolo.
Ma oggi più che nel passato “possiamo parlare concretamente di fotovoltaico agricolo, biometano, minieolico, geotermia fino all’applicazione dell’intelligenza artificiale per l’efficienza energetica. Strumenti che potenziano non solo l’autosufficienza energetica, ma l’intera economia del settore“, la conclusione di Spagnolo, che ha focalizzato il suo intervento sulla centralità del tema energetico connesso alla filiera agricola in Italia, Paese che ha grandi potenzialità nella produzione di rinnovabili.
Agrifood Forum ’26: il ruolo della politica nella transizione
Dopo i saluti iniziali, la parola alla politica, con la presenza del senatore Luca De Carlo, Presidente Commissione Agricoltura Senato, secondo il quale “non dobbiamo dimenticare che non esiste attività umana che non lasci un’impronta sul pianeta, ma ogni attività può e deve basarsi su un uso corretto e consapevole delle risorse, non sul loro sfruttamento. In questo contesto, l’apporto straordinario che l’agricoltura può dare alla transizione energetica è evidente. Dobbiamo far comprendere il ruolo centrale dell’agricoltura nella crescita del sistema economico, che può garantire alle imprese una maggiore indipendenza rispetto ai costi di gestione“, considera il senatore De Carlo, convinto del ruolo decisivo della filiera agricola per raggiungere una produzione sempre più efficiente, ma con costi più bassi. “Diversificare le fonti e non dipendere da un’unica nazione estera è una forma di libertà – conclude il senatore nel suo intervento ad Agrifood Forum ’26 – ed è proprio questa la libertà che i nostri agricoltori possono consolidare, rendendo al Paese un servizio ancora più grande di quello che già svolgono.
Un saluto via video da parte del Viceministro del MASE, Vannia Gava, per la quale “il tema dell’energia è tanto delicato quanto strategico per il futuro del nostro Paese, e riveste un’importanza cruciale per l’intera filiera agricola italiana. Tra le nostre priorità vi sono la salvaguardia degli impianti di biometano e il costante impegno nel favorire la diffusione dell’agrivoltaico e delle CER. L’obiettivo resta quello di tutelare e valorizzare la filiera agricola, che si conferma uno dei più importanti e strategici comparti economici della nostra nazione“.
Effetti della crisi energetica
Subito dopo i due interventi dei rappresentanti politici, l’Agrifood Forum ’26 è entrato nel vivo con il primo panel della giornata dal titolo “Gli effetti della crisi energetica sulle aziende: le prime risposte in campo”, moderato da Isabella Ceccarini, giornalista di Rinnovabili, che ha messo in connessione i diversi ospiti presenti al convegno.
Dunque, se l’efficienza energetica non è più un’opzione per l’agricoltura italiana, bensì un pilastro strategico per la competitività del Paese, la filiera affronta una doppia transizione, ecologica e tecnologica: due percorsi paralleli che devono convergere per intercettare i nuovi trend di mercato. In questo scenario, dove l’agricoltura vive di un legame simbiotico tra energia e acqua, la ricerca applicata diventa decisiva per offrire soluzioni concrete e creare nuova occupazione.
Questo il tema del primo intervento da parte di Giorgio Graditi, Direttore Generale Area Science Park, secondo cui “l’agricoltura va considerata a tutti gli effetti un’infrastruttura critica dello Stato, al pari delle reti elettriche, idriche e dei trasporti, poiché fornisce un servizio primario essenziale. Il suo impatto va ben oltre il valore puramente economico: è determinante per la sostenibilità complessiva del sistema energetico e sociale del Paese“. Ma questo binomio agricoltura-energia “richiede la formazione di nuove figure professionali che abbiano competenze verticali su queste tecnologie“, sottolinea Graditi.
La trasformazione del sistema energetico italiano: ruolo di RSE
“Il sistema energetico nazionale sta attraversando un momento di profonda trasformazione e l’energia è ormai un bene primario al pari del cibo” evidenzia anche Franco Cotana, Amministratore Delegato RSE, in video-collegamento da Assisi ma nonostante la crescita di rinnovabili “siamo ancora distanti dall’obiettivo delle zero emissioni nette previsto per il 2050“.
Se le “rinnovabili coprono poco più del 20% del fabbisogno nazionale, è qui che l’evoluzione del settore agricolo diventa cruciale” sottolinea Cotana, che aggiunge: “Abbiamo la potenzialità per far crescere la filiera, offrendo risposte concrete anche a problematiche sociali come lo spopolamento delle aree interne, la modernizzazione dei distretti rurali ed enogastronomici e la valorizzazione del paesaggio“.
Per l’AD di RSE, “lo scenario è in piena trasformazione e richiede lo sviluppo di nuove competenze manageriali e tecniche applicate all’energia e all’agricoltura. Si tratta di una grandissima opportunità per valorizzare il territorio, trattenere i nostri giovani talenti e le nostre migliori intelligenze, restituendo centralità alla filiera agroalimentare ed energetica italiana”.
Decarbonizzazione e impegno delle aziende
Alle aziende viene chiesto di investire risorse economiche e umane nello sviluppo di buone pratiche per ridurre l’impatto ambientale ed inquinante. In una parola, si chiede di decarbonizzare. Un impegno che viene ripagato in termini anche sul piano del profitto, l’opinione di Ermete Realacci, Presidente Fondazione Symbola, secondo cui “nel nostro paese, le imprese che hanno investito in tecnologie green, che rappresentano il 40% delle aziende italiane, vanno meglio, crescono, esportano“, le parole di Realacci, che evidenzia però un rallentamento nella produzione di rinnovabili: “L’Italia è partita velocemente, poi abbiamo rallentato pur avendo superato il 40% di produzione rinnovabile, ma Francia e Spagna, negli ultimi anni sono stati più veloci, per cui dobbiamo riprendere la marcia“.
Agrifood Forum: Confagricoltura sostiene la transizione energetica
Le tecnologie per la produzione di energia e per la tutela del territorio rappresentano un elemento fondamentale di diversificazione per l’azienda agricola, permettono di affiancare alla tradizionale produzione di cibo una produzione energetica efficiente migliorando la sostenibilità complessiva. Nel suo intervento, Alessandro Bettoni, Presidente FINP-Confagricoltura, ha evidenziato l’importanza crescente del biogas che “valorizza il territorio e mantiene un equilibrio virtuoso tra attività produttiva e tutela ambientale, ma la nuova sfida è gestire il delicato passaggio dal biogas al biometano, sfruttando le risorse messe a disposizione per riconvertire gli impianti precedentemente dedicati alla sola produzione di energia elettrica“.
Ma se le opportunità di business stanno attirando i grandi gruppi finanziari, è importante non disperdere le forze del polo agricolo, motivo per cui Confagricoltura è impegnata affinché “le aziende agricole rimangano gli attori principali di questo processo. La produzione di energia pulita deve basarsi sulla gestione del territorio e il vero custode del territorio è, e sarà sempre, l’agricoltore“, conclude Bettoni.
Ruolo dell’ingegnere nella transizione energetica
A chiudere ll primo panel di Agrifood Forum ’26, l’intervento di Alberto Romagnoli, consigliere del Consiglio Nazionale Ingegneri, CNI, che in merito al ruolo dell’ingegnere in questo processo di integrazione agricoltura e produzione di energia, ha evidenziato che “oltre al ruolo operativo, l’ingegnere deve anche sensibilizzare sulle tematiche della transizione. Credo sia importante aprire un tavolo tecnico tra Confagricoltura e la nostra categoria, per superare tante criticità, coprire quel che manca nelle biomasse, nello sviluppo del fotovoltaico. Noi siamo qui per incrementare l’interconnessione tra il nostro mondo, quello della ricerca e dell’agricoltura”.













