Additivi alimentari, no all’uso del biossido di titanio

Il biossido di titanio (E171) è uno degli additivi più utilizzati nell’industria alimentare, in particolare come colorante nei dolci e negli integratori. La Commissione Europea ha deciso di revocarne l’uso sulla base di un parere dell’EFSA che non lo ritiene sicuro per la salute

Additivi alimentari
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(Rinnovabili.it) – Gli additivi alimentari sono sostanze aggiunte ai prodotti alimentari con funzioni precise. Gli additivi alimentari più comuni sono antiossidanti (per prevenire il deterioramento causato dall’ossidazione), coloranti, emulsionanti, stabilizzanti, gelificanti e addensanti, conservanti e dolcificanti. Nell’Unione Europea tutti gli additivi alimentari sono identificati dalla lettera E seguita da un numero.

È obbligatorio indicare in etichetta gli additivi alimentari nella lista degli ingredienti di ogni preparazione. Le etichette devono identificare sia la funzione dell’additivo nell’alimento finito (ad esempio colorante, conservante) sia la sostanza specifica utilizzata riportando la lettera E con il numero di riferimento oppure il nome della sostanza impiegata (ad esempio E 415 o gomma xantana).

Il biossido di titanio (E171) negli alimenti

L’EFSA-European Food Safety Authority esegue valutazioni in ambito di sicurezza alimentare con la consulenza scientifica di un gruppo di esperti – dei quali si impegna a tutelare l’indipendenza da eventuali influenze esterne – con metodologie fondate su standard riconosciuti a livello internazionale. All’interno dell’EFSA, il gruppo di esperti scientifici FAF effettua le valutazioni di sicurezza sugli additivi alimentari e gli aromatizzanti. Il gruppo NDA si occupa di nutrizione, nuovi alimenti e allergeni alimentari: verifica la fondatezza scientifica delle indicazioni sulla salute correlate all’assunzione di dolcificanti e ne controlla gli effetti sui consumatori.

Il gruppo FAF sta riesaminando la valutazione di rischio di tutti gli additivi alimentari autorizzati prima del 20 gennaio 2009. Il 7 ottobre gli Stati Membri hanno espresso parere favorevole alla proposta della Commissione Europea di revocare l’uso del biossido di titanio (E171) come additivo nei prodotti alimentari. In assenza di obiezioni, il nuovo Regolamento dovrebbe essere adottato e pubblicato all’inizio del 2022.

L’impiego degli additivi alimentari

Attualmente il biossido di titanio E171 è ampiamente usato come colorante nei dolci e negli integratori alimentari. Eliminarlo avrebbe un impatto importante sugli operatori del settore; pertanto è prevista l’adozione di misure transitorie che permettano loro di continuare a usarlo per un periodo limitato (ovvero fino a sei mesi dall’entrata in vigore del Regolamento) e a commercializzare i prodotti fino alla data di scadenza. Nel frattempo dovranno lavorare alla riformulazione dei loro prodotti. Va da sé che le autorità preposte a verificare la sicurezza alimentare degli Stati Membri avranno la responsabilità di controllare i mercati.

La decisione della Commissione è stata presa sulla base di un parere scientifico dell’EFSA che ritiene che il biossido di titanio non sia sicuro come additivo alimentare per l’alimentazione umana né per quella animale. In base alle prove raccolte (e anche alla mancanza di alcuni dati) l’EFSA non esclude la genotossicità di E171, ovvero che possa danneggiare il DNA.

Dopo l’ingestione l’assorbimento di particelle di biossido di titanio è basso, tuttavia possono accumularsi nell’organismo. Pertanto gli esperti ritengono impossibile esprimersi sulla sicurezza del biossido di titanio. Inoltre il biossido di titanio, se inalato, è considerato potenzialmente cancerogeno.

E nei farmaci?

Il biossido di titanio è usato anche in medicina. In questo caso – in linea con le analisi dell’EMA- European Medicines Agency – il Regolamento prevede che E171 rimanga tra gli additivi alimentari autorizzati come coloranti per evitare carenze di medicinali che lo contengono: una situazione che potrebbe avere impatto sulla salute pubblica.

L’industria farmaceutica dovrà pertanto individuare alternative adeguate per sostituire il biossido di titanio. Inoltre, entro tre anni dall’entrata in vigore del Regolamento, dovrà valutare nuovamente l’opportunità di impiegare E171 nei farmaci sulla base delle indicazioni aggiornate dell’EMA.

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