Cheese, naturale è possibile

A settembre torna l’evento internazionale organizzato da Slow Food e dalla città di Bra e dedicato ai formaggi attenti alla produzione naturale. La difesa della biodiversità è diventata un imperativo: chi meglio del formaggio, testimone della tradizione del territorio ma aperto all’innovazione, può rappresentare questo impegno?

di Isabella Ceccarini

(Rinnovabili.it) – Segnali di ottimismo da Slow Food e dalla città di Bra (in provincia di Cuneo). È stato confermato che dal 17 al 20 settembre si svolgerà Cheese, un grande evento internazionale dedicato ai formaggi a latte crudo e alle forme del latte (il programma 2021 sarà disponibile da luglio su cheese.slowfood.it). La tredicesima edizione dell’evento è ospitata come di consueto nella cittadina piemontese ogni due anni: il ritorno dopo il periodo più duro della pandemia promette di essere come sempre all’insegna della qualità.

Un evento come Cheese ha un’importanza particolare per il territorio e per i settori legati alla manifestazione, come la ristorazione e l’ospitalità alberghiera, che sono stati duramente colpiti dalla crisi: rappresenta un incoraggiamento alla ripartenza e la fiducia nel futuro, come dichiara Gianni Fogliato, sindaco di Bra: «Nonostante il momento di difficoltà mondiale legato alla pandemia, abbiamo scelto di lavorare per la ripartenza della cultura, del turismo e della città, confermando la tredicesima edizione di Cheese. Coniugando lo spirito che ha sempre caratterizzato la manifestazione con le necessarie regole sanitarie vogliamo tornare a essere comunità che accoglie, realtà da vivere, luogo di relazione e crescita. Cheese è un grande patrimonio della Città di Bra: ci auguriamo possa essere un simbolo di fiducia e di rinascita, rafforzando i valori che contraddistinguono il nostro territorio anche attraverso gli ideali che ogni due anni casari e pastori portano qui da tutto il mondo, contribuendo a dare il necessario ossigeno alle attività locali e al comparto turistico».

Dello stesso avviso Daniele Buttignol, direttore generale di Slow Food Italia: «Pastori e casari, come tutto il mondo agricolo, sono tra le categorie che hanno sofferto di più la crisi: la natura infatti non si è mai fermata e gli animali hanno continuato a produrre latte. Purtroppo molti casari che ospitiamo a Cheese hanno visto sfumare un importante sbocco di mercato con la chiusura delle attività di ristorazione e le restrizioni imposte a mercati e fiere. Ritrovarci nuovamente a Bra quest’anno, ovviamente nel pieno rispetto delle misure di sicurezza previste, assume quindi un significato ancora più forte».

In difesa della qualità

Si sta lavorando per organizzare Cheese 2021 in piena sicurezza e consentire di vivere in tranquillità le occasioni in presenza che caratterizzano la manifestazione, come le degustazioni. Fin dalla prima edizione del 1997, dibattito intorno al settore lattiero caseario di qualità è uno dei punti qualificanti di Cheese. Negli anni si è passati dalla difesa del latte crudo al no ai formaggi fatti con il latte in polvere, dai focus sulle normative e sulle politiche europee, all’analisi delle storture del mercato del latte (che schiaccia i piccoli e omologa la produzione). La difesa della produzione naturale, tuttavia, dal formaggio si allarga a salumi, pani, vini e birre nella convinzione che naturale è possibile.

Cosa è cambiato dall’ultima edizione di Cheese nel 2019? L’apertura alle nuove tecnologie per realizzare un’agricoltura sostenibile e rispettosa della natura e dei suoi cicli naturali ha lasciato il posto, dopo il Covid-19, a una nuova consapevolezza: la necessità di difendere la biodiversità. Nel caso specifico dei formaggi, consiste nel preservare i microorganismi che si trovano naturalmente nelle malghe e nelle stalle e sono fondamentali per determinare unicità e qualità di ogni singolo formaggio, testimone della tradizione del territorio ma aperto all’innovazione per consolidare il rapporto millenario tra l’uomo, gli animali e l’ambiente.

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