Il progetto sostenibile del “Distretto Bio Sardegna”

L’obiettivo dell’iniziativa è riunire gli attori della filiera del biologico per sostenerli nella transizione ambientale, economica e sociale attraverso l’impiego di energie rinnovabili, il mantenimento della biodiversità, il trattamento equo dei lavoratori.

Distretto Bio Sardegna
Foto di Danilo Carta da Pixabay

(Rinnovabili.it) – Le potenzialità dell’agroalimentare italiano sono confermate dai dati soddisfacenti, pur nel periodo difficile della pandemia, e il biologico è in accelerazione costante in tutto il Paese. A conferma dell’interesse per l’agricoltura biologica è nato il “Distretto Bio Sardegna” in una regione che dedica al biologico gran parte della superficie coltivata: una importante occasione di rilancio per le attività produttive del settore agroalimentare. Circa il 13% delle aziende agricole sarde è condotto da imprenditori under 40, e il 20% di queste aziende è guidato da donne: il binomio donne e giovani garantisce una maggiore propensione al biologico e all’innovazione.

Il Comune di Cagliari è alla guida di questo ambizioso progetto di coordinamento di tutte le filiere produttive biologiche della Regione. Hanno sottoscritto il progetto l’Associazione di Produttori Sardegna Bio, in qualità di capofila, la Città Metropolitana di Cagliari, il Comune di Cagliari, Anci Sardegna, Coldiretti Sardegna e la Fondazione ITS Filiera Agroalimentare della Sardegna.

Il comparto agroalimentare sardo è costituito da piccole e medie imprese agricole, perlopiù a carattere familiare che fanno della qualità e della tipicità il tratto distintivo delle loro produzioni.

L’obiettivo del “Distretto Bio Sardegna” è riunire gli attori della filiera del biologico per sostenerli nella transizione verso la sostenibilità ambientale, economica e sociale attraverso l’impiego di energie rinnovabili, il mantenimento della biodiversità, il trattamento equo dei lavoratori.

L’azione del “Distretto Bio Sardegna” va anche nella direzione di creare i presupposti per relazioni dirette tra produttori e consumatori, privilegiando la distribuzione a filiera corta o tramite i gruppi di acquisto solidale. Se da un lato si auspica di ottenere una maggiore visibilità dei prodotti grazie al “Distretto Bio Sardegna” e quindi favorire l’export sui mercati internazionali, sul fronte interno l’obiettivo è incoraggiare le amministrazioni ad acquistare prodotti biologici per mense scolastiche e ospedali.

Anci Sardegna, che fa parte del comitato promotore del “Distretto Bio Sardegna”, approva il fatto che dalla sinergia tra istituzioni, imprese e comunità si arrivi a una maggiore valorizzazione delle aree interne della Sardegna puntando su un’economia a misura d’uomo che possa creare sviluppo e lavoro sul territorio.

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