Irrigazione smart, le nuove frontiere anti crisi idrica

Dall’alleanza tra ricerca e impresa è nato il progetto TRAS.IRRI.MA, un tipico esempio di agricoltura 4.0. Grazie a un sistema di irrigazione smart che dialoga con l’agricoltore è stato possibile ridurre i consumi di acqua e preservare la produttività e il suolo dal rischio di erosione e salinità

Irrigazione smart
Foto di feraugustodesign da Pixabay

(Rinnovabili.it) – L’agricoltura più sostenibile è quella più innovativa. L’ultima prova viene da un sistema di irrigazione smart che dialoga con l’agricoltore, provvista di sensori hi-tech per controllare da remoto l’umidità del terreno e con un preciso protocollo di gestione idrica.

Il progetto TRAS.IRRI.MA è un tipico esempio di agricoltura 4.0 per cui la Regione Basilicata ha erogato un finanziamento di 260mila euro.

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Irrigazione smart

Asso Fruit Italia è coordinatore del progetto a cui prendono parte 11 partner tra cui ENEA, Istituto di Metodologie per l’Analisi Ambientale del CNR, CREA e Università della Basilicata.

Grazie ai nuovi sistemi di irrigazione smart, il progetto è riuscito a ridurre i consumi di acqua in agricoltura e a preservare la produttività e il suolo dal rischio di erosione e salinità.

Alcune delle tecnologie usate erano state già sperimentate, ma non in Basilicata, e hanno reso possibile l’applicazione di pratiche agricole sostenibili.

Il progetto TRAS.IRRI.MA ha coinvolto alcune aziende agricole della zona del Metaponto: in una di queste si coltivano pesche, in un’altra kiwi.

I risultati del progetto

Ilario Piscioneri, ricercatore ENEA del Laboratorio Bioprodotti e bioprocessi presso il Centro Ricerche di Trisaia (Matera), illustra i risultati del progetto: «Siamo riusciti a ridurre del 23% il consumo di acqua del pescheto, aumentando la capacità di immagazzinamento idrico del suolo e migliorando la gestione dell’irrigazione.

Tutto questo senza influire sul livello produttivo del frutteto. Fondamentale è stata la compilazione del bilancio idrico integrato con ulteriori dati, come il volume di suolo interessato dall’intervento irriguo e le caratteristiche idrologiche, che hanno permesso di quantificare l’acqua contenuta nel terreno oggetto della nostra sperimentazione.

Inoltre, ci siamo avvalsi di sensori per il monitoraggio dell’umidità del suolo che hanno consentito di correggere eventuali errori di gestione dell’irrigazione».

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Gli errori di gestione idrica danneggiano le colture

Diverso è il caso dei kiwi: il team del progetto ha determinato il deficit idrico della coltivazione e definito gli interventi e i turni di irrigazione ottimali a partire dal calcolo del bilancio idrico del suolo.

Con l’insieme delle informazioni relative al frutteto i ricercatori hanno compilato il protocollo di gestione idrica: «La stagione di irrigazione per il kiwi nel Metapontino si può ricondurre al periodo aprile-ottobre. Nel mese di luglio si registrano temperature che superano anche i 40 °C».

Commettere errori di gestione idrica per una coltura idro-esigente come quella dei kiwi comporterebbe danni alla produzione e non meno alla coltura, con gravi manifestazioni patologiche.

Cambiamento climatico e disponibilità idrica

I cambiamenti climatici in atto, con l’aumento delle temperature, potrebbero determinare un incremento della necessità di acqua per le colture anche del 250% a fronte di una minore disponibilità idrica.

Quindi è sempre più necessario in agricoltura usare tecnologie di controllo per una gestione razionale e automatizzata dell’irrigazione e della fertirrigazione.

«Spesso informazioni e tecnologie non sono pienamente fruibili dalle piccole e medie imprese del Sud. Grazie al network TRAS.IRRI.MA è stato possibile trasferire al settore agricolo della Basilicata conoscenze, competenze e innovazioni hi-tech per ridurre i consumi d’acqua».

Tecnologia e formazione

L’uso della tecnologia ha bisogno di formazione. Per questo i partner del progetto hanno messo a disposizione delle aziende agricole un bagaglio di conoscenze relative a condizioni atmosferiche, natura del substrato, specie coltivate, nonché il rapporto tra le i fattori climatici e la vita vegetale.

«Per l’acquisizione di questi dati non è più necessario andare in campo, basta consultare sul proprio smartphone un’app che elabora in modo automatico le informazioni ricevute dai sistemi automatizzati di irrigazione e fertirrigazione.

In questo modo l’agricoltore potrà intervenire sulle colture in tempo reale e da remoto per evitare di sbagliare la turnazione oppure le tempistiche di irrigazione.

Inoltre, grazie a sensori di conducibilità e pH, previsioni meteo e un database GIS di geolocalizzazione, sarà possibile caratterizzare ogni territorio e fare elaborazioni e simulazioni di potenziali scenari futuri di deficit idrico».

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