La sostenibilità di una pianta antichissima: la canapa

In passato, questa pianta richiedeva dei lunghi e macchinosi processi di lavorazione che oggi possono essere sostituiti facilmente da impianti appositi.

canapa

L’impiego della canapa affonda le radici in un passato antichissimo. Ci sono testimonianze databili a circa 10mila anni fa, che ne mostrano l’utilizzo in diversi ambiti. Purtroppo, col passare del tempo, coltivazione ed uso sono diminuiti sempre di più e oggi, nell’immaginario comune, è per lo più associata ad una sostanza stupefacente. In realtà, si tratta di una pianta con molteplici qualità e quella caratterizzante è la sostenibilità. 

Canapa: cos’è e quali sono i punti di forza 

La canapa è una pianta, caratterizzata da un fusto alto e sottile, sulla sommità rivestita da foglie. La sua altezza può raggiungere anche i 4-5 metri. La parte fibrosa del fusto si chiama “tiglio”, quella legnosa “canapolo”. Pare che sia stata tra le prime piante ad essere coltivata come fibra tessile. Può essere preferibile il suo utilizzo rispetto a quello di altre fibre come il cotone. 

Questa pianta ha diversi punti di forza: la coltivazione perché ha bisogno di poca acqua per nutrirsi e crescere; non ha bisogno dell’utilizzo di molti pesticidi o fertilizzanti, che sono tossici per l’ambiente; può arrivare a restituire fino al 50-60% di nutrienti che prende dal suolo. Per ultimo, ma non meno importante, quando arriva all’epilogo della sua vita, continua a mantenere delle proprietà fondamentali: biodegradabilità e riciclabilità

Bisogna precisare che la coltivazione della canapa si differenzia in base all’utilizzo; c’è quella tessile o da tiglio, utilizzata per la fibra e l’alimentazione e quella che viene coltivata per ricavare i migliori semi di canapa da riproduzione e da olio, che hanno proteine di elevato valore biologico. 

L’impiego nel tessile 

In passato, questa pianta richiedeva dei lunghi e macchinosi processi di lavorazione che oggi possono essere sostituiti facilmente da impianti appositi. La canapa si propone come miglior sostituta alla fibra del cotone sia per coltivazione e utilizzo minimo di fertilizzati sia per durabilità nel tempo. Infatti, si potrebbero trovare indumenti in canapa databili a molti anni fa, che si sono mantenuti anche nei secoli grazie alla robustezza; la fibra riesce a subire una trazione di gran lunga superiore rispetto alla fibra del cotone. Ad oggi, con le nuove tecniche, può essere lavorata in modo tale da essere resa estremamente sottile. È ottima per sostituire anche le fibre sintetiche. 

I semi di canapa 

I semi di canapa hanno un elevato valore nutritivo. Le proprietà dell’olio di canapa sono tante e tutte estremamente importanti. Infatti, l’olio è ricco di grassi insaturi ed è consigliabile per tutti coloro che vogliono prevenire le malattie del sistema cardiocircolatorio. Può essere utilizzato per fabbricare prodotti per la cura personale come cosmetici, creme, cere, saponi, lubrificanti, etc…

Non solo, l’olio di canapa può essere anche adibito ad un uso industriale come le vernici. Infatti, quelle create utilizzando questa materia prima, sono decisamente superiori rispetto a quelle lavorate utilizzando materie derivate dal petrolio. Vien da sé un basso tasso di inquinamento. 

Dalla coltivazione di questa pianta, si possono ricavare anche la carta, tavole per il settore dell’edilizia, materie plastiche grazie alla cellulosa e combustibili da biomassa che potrebbero sostituire definitivamente i derivati petroliferi. La canapa è una pianta sostenibile a 360°, bisognerebbe sdoganare l’accostamento immediato alla droga e sfruttarla per rendere il mondo migliore di come l’abbiamo trovato

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