LIFE SEEDFORCE, banche dei semi per proteggere la biodiversità italiana

Il progetto LIFE SEEDFORCE, finanziato dalla Commissione Europea e coordinato dal MUSE di Trento, è nato per recuperare e rafforzare le popolazioni di piante autoctone italiane in via d’estinzione grazie alle banche dei semi. Ancora una volta l’emergenza ambientale è dovuta all’azione umana

LIFE SEEDFORCE
via Pixabay

(Rinnovabili.it) – Biodiversità a rischio? Con questo obiettivo è nato LIFE SEEDFORCE, Using SEED banks to restore and reinFORCE the endangered native plants of Italy, il progetto finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma LIFE per recuperare e rafforzare le popolazioni di piante autoctone italiane in via d’estinzione grazie alle banche dei semi.

Progetto internazionale guidato dal MUSE di Trento

La Direttiva Habitat (emanata per promuovere il mantenimento della biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali nel territorio europeo) include 104 specie vegetali da proteggere, molte delle quali sono in Italia, e 58 sono in cattivo stato di conservazione. Una situazione di emergenza a cui LIFE SEEDFORCE intende dare una risposta tempestiva.

Il progetto internazionale – iniziato il 1° ottobre 2021, durerà fino alla fine del 2026 – coinvolge Italia (10 regioni), Francia, Malta e Slovenia. Il MUSE-Museo delle Scienze di Trento guida il progetto a cui partecipano atenei, enti di ricerca e associazioni.

LIFE SEEDFORCE è cofinanziato Ministero dell’Ambiente, Cambiamenti climatici e Pianificazione (MECP) e dalla Rete Italiana Banche del germoplasma per la conservazione ex situ della flora spontanea italiana.

Un’emergenza dovuta all’azione umana

LIFE SEEDFORCE interviene per migliorare lo stato di conservazione di 29 specie di piante di interesse comunitario attualmente a rischio, intervenendo in 76 aree SIC/ZSC (SIC sono i Siti di Importanza Comunitaria, mentre ZSC indica le Zone Speciali di Conservazione) incentrate nelle 3 regioni biogeografiche italiane (alpina, mediterranea e continentale) e nelle regioni confinanti in Francia, Slovenia e Malta.

Ben 17 di queste 29 specie sono endemiche in Italia e 10 sono specie prioritarie (ossia specie nei confronti delle quali l’Unione Europea ha una particolare responsabilità a causa della loro area di distribuzione, così definite per favorire la rapida attuazione di misure volte a garantirne la conservazione).

Quali sono le cause di questa “emergenza vegetale”? Come è facile intuire sono determinate da modifiche dell’habitat dovute all’azione umana: abbandono delle pratiche agricole e territoriali tradizionali, invasione di specie aliene, calpestio causato da attività ad alto impatto come il turismo.

Come interviene LIFE SEEDFORCE

Le attività del progetto riguardano il controllo della rivegetazione (rimozione di arbusti e alberi, taglio dell’erba), la protezione dal pascolo eccessivo e dal calpestio con recinzioni pertinenti, l’eradicazione sostenibile delle specie aliene invasive.

Per le minacce intrinseche legate a popolazioni piccole e frammentate, LIFE SEEDFORCE aumenterà le dimensioni della popolazione con un mix di genotipi selezionato che imiterà il flusso genico naturale, eliminando l’isolamento delle piante e curando la frammentazione degli habitat.

Il progetto prevede il coinvolgimento dei cittadini con campagne di informazione (a cominciare dalle scuole) e mostre itineranti per spiegare il valore della conservazione delle piante e della biodiversità.

Costantino Bonomi, Conservatore di Botanica del MUSE e coordinatore del progetto, ne spiega l’importanza: «Per la prima volta un progetto LIFE fa sistema a livello nazionale per salvare le piante a maggior rischio di estinzione. Una vera e propria rescue operation in grande stile, compiuta su 29 specie, di cui 28 in Italia, particolarmente rare e minacciate presenti in 76 hot-spot di biodiversità, di cui 59 nel nostro Paese, dalle Alpi alle isole maggiori passando per la pianura padana e l’Appennino. Grazie a un approccio integrato, verranno rimosse o mitigate le minacce che gravano su 139 siti di intervento, di cui ben 107 in Italia, dove verranno trasferiti oltre 25.000 individui di queste specie rare, di cui 20.000 in Italia, propagate massivamente in serra e in laboratorio per spezzare le catene dell’isolamento che oggi le condannano all’estinzione».

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