Mense scolastiche, motori di trasformazione alimentare e sociale

Le mense scolastiche costituiscono un efficace sistema di protezione contro l’insicurezza alimentare e uno stimolo per le economie locali e i piccoli produttori agricoli. Sono anche un motore di trasformazione sociale perché incoraggiano i genitori a mandare i figli a scuola: un’occasione imperdibile per bambine e ragazze, altrimenti escluse da istruzione e alimentazione

Zero Hunger
Credits: Fao/ Nazioni Unite

di Isabella Ceccarini

(Rinnovabili.it) – La chiusura delle scuole in tutto il mondo a causa del Covid-19 ovviamente ha comportato anche la chiusura delle mense scolastiche. Si è molto dibattuto sulla didattica a distanza, ma quello delle mense scolastiche è un problema tutt’altro che secondario.

La questione è stata messa in evidenza nella tavola rotonda School Meals Coalition: Nutrition, Health and Education for Every Child organizzata dal World Food Programme che si è svolta nel corso del Pre-Food Systems Summit delle Nazioni Unite. Il programma School Meals Coalition, a cui hanno già aderito numerosi Paesi di tutto il mondo, sarà lanciato ufficialmente nell’autunno 2021.

Le mense scolastiche possono essere considerate a tutti gli effetti dei motori della trasformazione del sistema alimentare, in grado di migliorare nello stesso tempo i sistemi educativi, la salute dei bambini e la nutrizione. Collegare i programmi alimentari per le mense scolastiche con i sistemi agricoli locali è un modo per sostenere e migliorare l’agricoltura del territorio, aumentandone la resilienza e la sostenibilità.

Il Covid ha esasperato i livelli di fame

Ville Skinnari, ministro della Cooperazione allo sviluppo e del Commercio estero della Finlandia, indica nelle mense scolastiche una delle tante soluzioni sistemiche per combattere l’insicurezza alimentare e la malnutrizione. Nel suo Paese hanno rappresentato per certi versi un fattore rivoluzionario. All’inizio del Novecento la Finlandia era un paese povero, afflitto dalla malnutrizione e da un alto tasso di analfabetismo. Oggi possiamo affermare che le mense scolastiche hanno costruito la base del benessere del Paese. «I vantaggi dei pasti scolastici vanno oltre il piatto», ha detto Skinnari. La Coalizione ha un programma ambizioso: far sì che al 2030 ogni bambino abbia un pasto sano. La lotta contro insicurezza alimentare è una sfida enorme perché la pandemia ha letteralmente esasperato i livelli di fame. Prima del Covid le mense scolastiche erano una rete di sicurezza alimentare in tutto il mondo, anche se 73 milioni di bambini non ne usufruivano. Dopo il Covid 370 milioni di bambini non hanno più ricevuto un pasto, significa che è venuto a mancare quell’unico pasto al giorno che garantiva loro un’alimentazione sana. «Le comunità più resilienti iniziano da qui», per questo Skinnari esorta a unirsi alla Coalizione per lavorare insieme per il bene dei bambini.

Il valore sociale delle mense scolastiche

Uscire dal Covid sarà un percorso lungo, proprio per questo promuovere le mense scolastiche è un passo fondamentale. Se sostenere i sistemi agricoli locali aiuta i piccoli produttori, incrementa le forniture a chilometro zero, rende le comunità più resilienti e crea posti di lavoro, le mense scolastiche hanno un valore sociale ampio: innanzitutto portano i bambini a scuola. Molti genitori, specie nelle aree più disagiate (e non pensiamo solo al Terzo Mondo, è un problema che esiste anche in Italia) mandano i figli a scuola proprio perché sanno che lì avranno un pasto sano. Un ulteriore aspetto socialmente rilevante riguarda le discriminazioni di genere: quando ci sono le mense è più facile che le bambine siano mandate a scuola. Lì possono mangiare – in molti Paesi poveri il poco cibo a disposizione va ai maschi della famiglia – e hanno anche l’occasione di ricevere un’istruzione che altrimenti sarebbe loro negata.

Proprio su questo insiste Moussa Balde, ministro dell’Agricoltura e delle Infrastrutture rurali del Senegal: «La mensa scolastica riduce anche le disuguaglianze di genere, vogliamo che più bambine e ragazze siano incluse nei programmi alimentari. È uno strumento di lotta alla povertà, che lega gli SDGs 2 (Sconfiggere la fame) e 4 (Istruzione di qualità). Dobbiamo mettere al primo posto la salute bambini, un obiettivo a cui devono partecipare attori pubblici e privati, associazioni, istituzioni internazionali. Vogliamo aumentare il numero delle mense e dedicare a questo progetto una quota importante dei budget scolastici. Servire nelle mense scolastiche pasti nutrienti con prodotti agricoli locali ha il vantaggio di attirare i bambini a scuola, stimolare le economie locali, e arginare la malnutrizione».

Consolidare i sistemi di produzione agroalimentare

Julien Denormandie, ministro francese dell’Agricoltura e dell’Alimentazione ritiene che attraverso le mense scolastiche si possano realizzare progressi importanti per colmare il gap nutrizionale e sociale che è stato esasperato dalla pandemia. È una sfida anche dal punto di vista dell’istruzione insegnare il valore di un’alimentazione equilibrata e sana. Nello stesso tempo può offrire l’opportunità per sostenere e consolidare il sistema di produzione agroalimentare.

Anche in Honduras, spiega Zoila Cruz, ministro dello Sviluppo e dell’Inclusione, la Coalizione punta a migliorare la vita e l’alimentazione dei bambini e a farli rimanere nel sistema educativo. «L’obiettivo è fornire nei pasti delle mense scolastiche il 33% delle calorie necessarie. Una razione potenziata che offra condizioni adeguate di sviluppo integrale dei bambini con alimenti freschi acquistati dai piccoli produttori locali attraverso un sistema decentrato di acquisti concordato con le autorità locali». Cruz spiega che i genitori partecipano all’organizzazione delle mense e alla produzione degli alimenti, e il World Food Programme predispone schemi di alimentazione adatti alle aree e ai diversi settori del Paese. Nutrire 1milione 300mila bambini è una sfida in un Paese particolarmente vulnerabile agli effetti del cambiamento climatico (solo a novembre 2020 l’Honduras è stato devastato da due tempeste tropicali).

Quanto costa non fornire un pasto ai bambini?

David Beasley, direttore esecutivo del World Food Programme, ha ricordato quanto istruzione e alimentazione siano fondamentali per una crescita sana ed equilibrata dei bambini. Nei Paesi più poveri il pasto offerto dalla mensa scolastica è una garanzia di sopravvivenza. L’Africa ha raddoppiato in 7-8 anni i pasti per i bambini a scuola, è come un investimento di lungo periodo. «Quanto costa non fornire un pasto ai bambini?», ha chiesto provocatoriamente Beasley. Costa in termini di destabilizzazione sociale e politica, di estremismi, di spose bambine, di violenze. «Se volete scongiurare questi pericoli, allora fornite pasti nelle mense scolastiche». Il costo della fame è altissimo, investire nell’alimentazione ha un impatto sul Pil del 10%. «I bambini sono il futuro per un mondo più pacifico, sano e sicuro. Finora abbiamo parlato, adesso passiamo all’azione».

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