Oltre.bio, risultati innovativi per il mercato dell’uva da tavola biologica

Il progetto nasce per migliorarne la gestione biologica delle colture di uva da tavola e ciliegia attraverso un nuovo approccio

Oltre.bio
In figura: ricevimento dei campioni di uva da tavola e allestimento delle prove di conservazione presso i laboratori MacLab dell’Università degli Studi della Basilicata.

di Francesco Genovese

Il mercato globale dell’uva da tavola, per la campagna in corso, pare essere molto positivo, per quanto sono sempre attuali le sfide che mirano ad una maggiore competitività del prodotto, alla riduzione dei costi di produzione, all’ottimizzazione della logistica, ed ai problemi legati al reperimento di manodopera, comune a tutti i comparti dell’agricoltura.

La necessità di approfondire i tanti aspetti legati alla produzione dell’uva da tavola, prodotto particolarmente importante in Puglia, è alla base delle attività di ricerca del progetto Oltre.bio, un progetto di rinnovamento in agricoltura che punta su due colture di punta come l’uva da tavola e le ciliegie, finanziato dal Psr Puglia 2014-2020 nell’ambito della Misura 16 “Cooperazione”, sottomisura 16.2, “Sostegno a progetti pilota e allo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie”.

Il partenariato impegnato sul progetto include Enti di ricerca (Università di Bari e della Basilicata, Ciheam), e soggetti privati sia produttori di uva e ciliegie in regime bio che promotori della filiera dell’agricoltura biologica. Tra essi, il laboratorio MacLab (https://machimplab.wordpress.com/) dell’Università degli Studi della Basilicata (Resp. Scientifico il prof. Giovanni Carlo Di Renzo), in collaborazione con il partner Romanazzi Vitantonio e l’azienda capofila del progetto, Tenute D’Onghia, effettua attività di ricerca sperimentale finalizzata all’estensione della shelf life di uva da tavola e ciliegie confezionate in atmosfera modificata, con l’applicazione, sulla confezione, di un dispositivo brevettato (BlowDevice®) utile per migliorare gli scambi gassosi tra interno ed esterno della confezione di vendita.

Nel corso del primo anno (2020-2021) le attività del progetto sono state incentrate sul completamento della progettazione di un prototipo di macchina confezionatrice adatta all’applicazione del già citato brevetto, e sulla messa a punto di un protocollo innovativo per il confezionamento in MAP mentre nel secondo anno (2021-2022) le attività hanno riguardato la messa a punto del protocollo innovativo per la gestione in post raccolta di uva da tavola, che sarà ulteriormente validato nel mese di luglio e agosto 2022 presso l’azienda Romanazzi, utilizzando le varietà Superior Seedless®, Arra 15 e Arra 11.

L’ipotesi sviluppata con successo è stata quella di confezionare il prodotto in due fasi consecutive e in confezioni di diversa capienza, così da abbattere i costi di gestione: a) confezionamento in cassetta 8 -12 kg; b) confezionamento in vaschetta o cestino 0,3 – 1 kg.

L’uso del dispositivo innovativo BlowDevice®, il confezionamento in MAP e l’adozione del protocollo innovativo di gestione hanno consentito di poter conservare il prodotto in condizioni ottimali per un tempo di 45 giorni (30 + 15 di shelf life) e ancora più a lungo se il prodotto raccolto ha una qualità superiore.

Ottimo risultato se si considera che l’uva da tavola senza anidride solforosa difficilmente si conserva per più di una settimana. Va ricordato però che la temperatura iniziale al momento della chiusura della confezione è importante ai fini del livello di condensa che si crea all’interno del contenitore.

In figura: confezionamento e frigoconservazione dell’uva da tavola in vaschette dotate del dispositivo BlowDevice®.

Forti dei risultati confortanti delle prove sperimentali, è stato progettato un macchinario da collocare in coda alla linea di confezionamento, in grado di applicare il dispositivo su film flow pack, indipendentemente dal materiale di quest’ultimo. Un vantaggio della tecnologia BlowDevice®, infatti, è che non richiede un packaging specifico: la possibilità di continuare ad utilizzare materiali tradizionalmente impiegati per il confezionamento rappresenta un enorme vantaggio per le aziende. Si tratta quindi di una valvola di piccolissime dimensioni (17mm di diametro e 0.7 mm di spessore) versatile e sostenibile: disponibile in plastica riciclabile o plastica compostabile. Allo sviluppo della tecnologia hanno partecipato, oltre alle risorse interne alla start up BlowDevice Srl, ricercatori del MACLab dell’UNIBAS e dello SpinOff Ninetek Srl. Tutte queste fgure rappresentano una garanzia circa la capacità di affrontare e personalizzare la tecnologia per i diversi clienti.

Il primo prototipo della macchina applicatrice a breve entrerà in funzione.

In conclusione, in un contesto in cui la gestione del post raccolta risulta tutt’oggi complessa per molti prodotti ortofrutticoli, questo dispositivo rappresenta una soluzione avanzata, sicura e sostenibile. La gestione del post raccolta dell’uva da tavola è essenziale per il mantenimento di elevati standard qualitativi e il contenimento delle perdite, soprattutto nella produzione biologica, in cui l’impiego di fungicidi e molecole di sintesi non è consentito.

di Francesco Genovese – Unibas


Risultati ottenuti nell’ambito del P.S.R. Puglia 2014/2020 – Misura 16 – Cooperazione – Sottomisura 16.2 “Sostegno a progetti pilota e allo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie”. Avviso Pubblico approvato con D.A.G. n. 194 del 12/09/2018, pubblicata nel B.U.R.P. n. 121 del 20/09/2018. Titolo del progetto: “Oltre Il Bio: Gestione Innovativa Della Cerasicoltura E Viticoltura Da Tavola Biologica” 

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