OrtoAmbiente, studio sulla difesa biologica in agricoltura

Sono stati presentati i risultati del progetto di ricerca OrtoAmbiente, che ha messo a punto un sistema agroecologico di difesa fitosanitaria ricorrendo a insetti antagonisti e piante trappola. Un altro passo avanti verso un’agricoltura rispettosa dell’ambiente

(Rinnovabili.it) – OrtoAmbiente è un progetto di ricerca lanciato nel 2020 con l’obiettivo di mettere a punto un valido sistema di difesa fitosanitaria basato su un approccio agroecologico; questo, in sostanza, prevede di potenziare la fauna utile e combattere gli insetti dannosi. Il titolo completo del progetto è “Messa a punto di tecniche di difesa da fitofagi su colture orticole ad elevata sostenibilità ambientale basate su strategie agroecologiche”.

L’utilità degli insetti predatori

I risultati definitivi presentati da OrtoAmbiente hanno individuato coccinelle e sirfidi tra gli insetti predatori di maggiore utilità.

OrtoAmbiente rientra nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2014–2020. Hanno preso parte al progetto il Centro Agricoltura e Ambiente (in qualità di capofila e coordinatore), il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari-DISTAL dell’Università di Bologna, il Gruppo Agribologna, Dinamica e cinque aziende agricole emiliane.

I risultati sono decisamente postivi:

  • l’impiego di fitosanitari diminuisce del 15% in agricoltura integrata e del 30% in agricoltura biologica;
  • aumenta la sostanza organica;
  • diminuisce complessivamente di circa il 20% il costo dei mezzi tecnici per l’agricoltore.

La sperimentazione è stata condotta in cinque aziende agricole su tre colture diverse: lattuga, zucchino e cavolo.

La difesa biologica con le piante trappola

La difesa biologica con piante trappola attrattive e trappole a feromoni ha ridotto notevolmente i danni da Miridi sulla lattuga. Nel caso del cavolo, piante trappola di senape e rucola hanno svolto un’azione protettiva dagli attacchi dell’Altica.

Alatri esperimenti sono stati fatti con fasce fiorite costituite da miscugli di specie vegetali individuati di volta in volta in base agli obiettivi prefissati.

I risultati evidenziano che per potenziare la lotta biologica su lattuga coltivata in pieno campo e su zucchino coltivato in serra è utile privilegiare specie vegetali a fioritura precoce che garantiscano però anche una copertura prolungata nel tempo: grano saraceno, veccia e coriandolo sono un’ottima soluzione per potenziare la lotta agli afidi, come pure il miscuglio di senape/colza, coriandolo, grano saraceno ed erba medica.

Uno stimolo in più per convertirsi al biologico

Questi sistemi innovativi di difesa dagli insetti dannosi messi a punto da OrtAmbiente sono utili sia per le aziende biologiche che per le aziende che vogliano convertirsi al biologico, aumentando così il volume di colture sostenibili.

Giovanni Burgio del DISTAL di Bologna e responsabile scientifico del progetto, ha spiegato che «OrtoAmbiente ha consentito di trasferire strategie agro-ecologiche in aziende agrarie, valutando al contempo le risposte in campo e la loro potenzialità applicative.

Questa esperienza, maturata nel corso di due annate molto diverse fra loro, ha permesso di quantificare l’efficacia di tecniche molto innovative in un contesto reale. La pianificazione è avvenuta in accordo con gli agricoltori, in base alle esigenze di ogni azienda.

I risultati hanno permesso di ottimizzare un impiego pratico di queste strategie negli ambienti della nostra regione, valorizzando in pieno le ricadute positive e comprendendo i fattori limitanti che possono ostacolare   la loro applicazione».

Le prove in campo

Come ha commentato Valentino Chiarini, responsabile assistenza tecnica e agronomica di Agribologna, «le prove di campo sono per natura influenzate da una serie di variabili, ogni annata è diversa da quella precedente. Nonostante ciò, i risultati del Progetto OrtoAmbiente sono essenzialmente positivi, e hanno soddisfatto le nostre attese.

Crediamo fortemente che metodiche innovative come quelle studiate dal Progetto OrtoAmbiente possano portare ad aziende e cooperative risultati importanti in termini ambientali, di resilienza al cambiamento climatico ed economici».

Positivo anche il commento di Roberto Ferrari, responsabile Agricoltura Sostenibile e Gestione Verde Urbano del Centro Agricoltura e Ambiente “Giorgio Nicoli”: «OrtoAmbiente ci ha consentito di rendere applicabili esperienze e risultati ottenuti in 30 anni di ricerche svolte nell’ambito dell’agroecologia.

Il bagaglio di conoscenze acquisito negli anni si è rivelato fondamentale nella messa a punto di buone pratiche sostenibili e adottabili in campo da aziende agricole moderne e attente sia all’ambiente che alle nuove esigenze del mercato».

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