I prezzi aumentano e le produzioni diminuiscono per la siccità

A fronte dell’aumento vertiginoso dei prezzi dell’energia e della diminuzione dei raccolti dovuta alla siccità, Coldiretti ha diffuso il rapporto “L’autunno caldo degli italiani a tavola fra corsa dei prezzi e nuovi poveri”. Un’analisi di una situazione difficile che rischia di aggravarsi in autunno

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Foto di NickyPe da Pixabay

(Rinnovabili.it) – I rincari dell’energia alzano anche i prezzi degli alimentari.

L’autunno caldo degli italiani a tavola fra corsa dei prezzi e nuovi poveri è il report diffuso da Coldiretti che mette a fuoco una situazione difficile che corre il rischio concreto di aggravarsi nel prossimo autunno. Attualmente, in Italia le associazioni che assistono le famiglie fragili forniscono aiuti alimentari a 2,6 milioni di persone che si trovano in condizioni di difficoltà economiche e quindi di insicurezza alimentare.

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Le cause che spingono il rialzo dei prezzi

Come dichiara il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, il quadro generale è grave, stretto tra inflazione, guerra, impennata del prezzo dell’energia, effetti del cambiamento climatico che danneggia i raccolti e taglia le produzioni.

Il rialzo dei prezzi è spinto dall’aumento del gas e dalla diminuzione del volume dei raccolti dovuto alla siccità, che ha causato una perdita di produzione agricola del 10%.

Inoltre, un’azienda agricola su 10 cesserà l’attività: non è più possibile continuare a lavorare in perdita, come avviene per il 34% delle imprese agricole, stando ai dati del CREA.

Nel 2022, Coldiretti stima che la spesa alimentare costerà alle famiglie 564 euro in più. Pane, pasta e riso sono i cibi che dal 2021 hanno subito i maggiori rincari (+115 euro), seguiti da carne e salumi (+98 euro), verdure (+81 euro), latte, formaggi e uova (+71 euro), pesce (+41 euro).

Aumenti per l’intera filiera

L’aumento dei costi in agricoltura è impressionante. Ad esempio, i concimi sono aumentati del 170%, i mangimi del 90% e il gasolio del 129%.

Tuttavia, il problema riguarda l’intera filiera. Il prezzo del vetro è salito del 30% nell’ultimo anno, il tetrapack del 15%, le etichette del 35%, il cartone del 45%, i barattoli di metallo del 60%, la plastica del 70%.

Secondo Coldiretti un modo per contenere l’aumento dei prezzi è ridurre la dipendenza dalle importazioni di materie prime come mais, grano tenero e duro, carne, orzo, latte e formaggi.

Contenere il deficit alimentare è strategico, per questo Coldiretti ha presentato alle forze politiche un piano in cinque punti per il sostegno delle filiere produttive. Tra i punti chiave c’è il sostegno alle imprese agricole, custodi delle tradizioni alimentari dei territori. Queste devono affrontare la concorrenza delle multinazionali che fabbricano cibo in laboratorio presentato come sostenibile e adatto a sfamare la popolazione mondiale in crescita.

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L’Europa prenda posizioni nette

Non si tratta solo di fornire ai consumatori alimenti sani al giusto prezzo, ma anche di non perdere 35 miliardi di fondi europei destinati all’agricoltura per i prossimi cinque anni e di attuare le misure previste dal PNRR.

Per Coldiretti è anche l’Europa a dover prendere posizioni nette con il no al cibo sintetico, al sistema di etichettatura Nutriscore e all’accordo di scambi commerciali Mercosur.

Sul fronte della sostenibilità, utile a contenere i prezzi, Coldiretti sostiene la ricerca, la bioeconomia circolare, i biocarburanti, il biogas e il biodigestato, come pure il fotovoltaico, la realizzazione di infrastrutture, la costruzione di una rete di invasi per catturare l’acqua piovana.

Infine, non meno importante, bisogna fermare l’invasione della fauna selvatica – a cominciare dai cinghiali – che devasta i campi.

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