Quali sono i metodi migliori per tutelare api e biodiversità?

Agricoltura biologica o strisce di fiori accanto ai campi convenzionali? Uno studio tedesco ha dimostrato che questi elementi fornisco solo un quadro parziale per determinare il benessere delle api e la tutela della biodiversità.

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Foto di Myriams-Fotos da Pixabay

(Rinnovabili.it) – La tutela della biodiversità e delle popolazioni di api in natura è il combinato disposto di diversi fattori. Queste le conclusioni cui è giunto uno studio tedesco, che ha misurato le popolazioni generate da diversi tipi di coltivazioni. Oggetto del confronto, l’agricoltura biologica e la pratica di coltivare strisce di fiori accanto ai campi ad agricoltura convenzionale.

Uno gruppo di agroecologisti dell’Università di Gottinga, insieme al centro di ricerca ecologica ungherese Vácrátót, hanno rilevato che la valutazione delle due diverse misure non può essere operata paragonandole. Lo studio – pubblicato su Basic and Applied Ecology – ha anzi determinato il fatto che paragonare i due metodi potrebbe essere fuorviante.

L’indagine “sul campo”

Gli scienziati hanno studiato dieci paesaggi agricoli nei pressi di Gottinga. Ognuno dei paesaggi conteneva tre campi di grano: uno di agricoltura biologica, uno convenzionale con strisce di fiori ai lati e uno convenzionale senza fuori. Il team ha monitorato le popolazioni di api selvatiche accanto ai trenta campi coinvolti per due anni. A un primo esame dei risultati, l’esperimento sembra propendere per un metodo specifico. Nei campi coltivati con agricoltura convenzionale e coltivazione di fiori ai margini, infatti, ci sono più api e maggiore biodiversità che in quelli organici.

Gli scienziati tuttavia avvertono che si tratta di un dato parziale. “Quando abbiamo guardato più da vicino, questo non ci ha dato un quadro completo perché non ha tenuto conto che le strisce di fiori coprono solo circa il cinque per cento dei campi convenzionali, che ha significativamente meno api in generale rispetto ai terreni agricoli biologici”, ha spiegato il professor Teja Tscharntke, Dipartimento di Agroecologia presso l’Università di Gottinga. Il dottor Péter Batáry, capogruppo del Centro di ricerca biologica di Vácrátót, in Ungheria, ha aggiunto: “In breve, l’agricoltura biologica, che in genere ha più piante selvatiche rispetto ai campi convenzionali, ha effettivamente più successo dei campi convenzionali con strisce di fiori nella promozione delle api”.

Le due misure restano tuttavia imparagonabili perché i campi coltivati ad agricoltura biologica producono la metà del raccolto di quelli ad agricoltura convenzionale. “Questi dati e queste considerazioni – hanno concluso gli autori – dimostrano che nella valutazione delle misure agroambientali si dovrebbe tener conto di parametri e criteri diversi”. Questi parametri possono essere la superficie considerata, il tipo di agricoltura scelta e la conseguente resa. La loro influenza su popolazioni di api e biodiversità va intesa come interazione, soltanto così, secondo gli studiosi, è possibile “raggiungere una comprensione equilibrata dell’efficacia ecologica ed economica delle misure ambientali”.

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