25 misure per tagliare le emissioni del settore agricolo

Un rapporto della società di consulenza McKensey indica 25 misure che potrebbero eliminare 4,6 miliardi di tonnellate di biossido di carbonio equivalente entro il 2050.

Settore agricolo
Credits: 272447 da Pixabay

Per tagliare le emissioni del settore agricolo, occorre puntare su macchinari “verdi” e ridurre il metano degli allevamenti

(Rinnovabili.it) – Secondo un rapporto della società di consulenza McKinsey, il settore agricolo potrebbe produrre circa il 20% delle emissioni globali di gas serra nei prossimi 20 anni. Di questi, il principale gas prodotto sarebbe il metano, derivante soprattutto dall’allevamento di bovini e dalla coltivazione di riso. Tuttavia, fare uso di macchinari agricoli a zero emissioni, così come allevare bestiame che produce meno metano, potrebbe ridurre significativamente questa percentuale.

Man mano che la popolazione globale cresce, aumentano i livelli di produzione di gas serra del settore agricolo. Nonostante i gruppi ambientalisti cerchino di esortare verso cambiamenti individuali, ad esempio sottolineando l’importanza di ridurre la quantità di carne che consumiamo, gli sprechi alimentari e la deforestazione, secondo McKensey saranno necessarie delle trasformazioni strutturali in termini di produzione. “Il primo passo per ridurre le emissioni provenienti dall’agricoltura è cambiare il modo in cui coltiviamo, afferma il rapporto

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Per tale ragione, la società di consulenza sottolinea quanto sia importante che il settore agricolo decida di intraprendere un percorso verso una maggiore “efficienza climatica”. Nello specifico, il rapporto indica 25 misure che potrebbero potenzialmente eliminare 4,6 miliardi di tonnellate di biossido di carbonio equivalente entro il 2050, pari a circa il 20% delle riduzioni necessarie a prevenire il riscaldamento del pianeta di oltre 1,5° C.

Delle 25 misure evidenziate, quella che avrebbe maggior impatto sarebbe la sostituzione di trattori e mietitrebbie “verdi”, che utilizzano cioè combustibili a emissioni zero. Secondo McKensey, anche la l’allevamento di animali che emettono meno metano potrebbero avere un grande impatto. Dei 19,9 miliardi di tonnellate di CO2 equivalenti all’anno emesse dall’agricoltura, dalla silvicoltura e dal cambiamento nell’uso del suolo, il metano prodotto da bovini e animali ruminanti contribuisce a circa 8,3 miliardi di tonnellate. Nell’ambito dell’allevamento è stato già dimostrato che è possibile ridurre del 5% pro capite l’emissione di metano grazie ad alcuni additivi per mangimi.

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Inoltre, una migliore prevenzione delle malattie degli animali, il rafforzamento dei servizi veterinari (specie nel sud-est Asiatico e nell’Africa subsahariana) e lo sviluppo di vaccini potrebbero rendere più efficiente l’allevamento. Allo stesso tempo, migliori tecniche di fecondazione potrebbero ridurre le emissioni di metano dalle risaie, che ora producono 2,1 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente a causa dei batteri presenti nell’acqua. A questo proposito, dei sussidi potrebbero sostenere un maggiore uso di fertilizzante al solfato in concorrenza con i batteri.

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