Sistemi alimentari e finanza d’impatto

La trasformazione dei sistemi alimentari ha costi ingenti, insostenibili in Paesi finanziariamente fragili. Gli studi confermano la necessità di maggiori aiuti, ma bisogna concentrarsi su un obiettivo e mettere in connessione gli aiuti umanitari di emergenza con il sostegno allo sviluppo a lungo termine. Senza un cambiamento sistemico e azioni di lungo periodo gli aiuti saranno inefficaci

Sistemi alimentari
Credits: Asian Development Bank (CC BY-NC-ND 2.0)

(Rinnovabili.it) – La transizione verso sistemi alimentari sani, sostenibili e inclusivi è una questione complessa che richiede sostegni adeguati per le imprese che lavorano nella filiera agroalimentare.

Tale transizione diventa ancora più complessa diventa quando ci si trova in presenza di economie fragili con sistemi agroalimentari che risentono fortemente dei cambiamenti climatici e delle oscillazioni dei prezzi di mercato.

La mancanza di finanziamenti ostacola la transizione green

Uno degli ostacoli principali alla trasformazione dei sistemi alimentari è la mancanza di finanziamenti adeguati ai bisogni degli agricoltori.

Secondo alcune stime recenti, trasformare i sistemi alimentari affinché siano in grado di nutrire una popolazione crescente senza distruggere l’equilibrio del Pianeta richiederà una cifra oscillante fra i 300 e i 350 miliardi di dollari l’anno per i prossimi dieci anni.

Il Rapporto Ceres 2030 sostiene per raggiungere l’Obiettivo 2 (sconfiggere la fame) dell’Agenda 2030 siano necessari ulteriori 14 miliardi di dollari di finanziamenti da parte dei donatori e 33 miliardi di dollari di fondi dei governi nazionali. Pertanto, il Rapporto ritiene cruciale raddoppiare gli sforzi per raggiungere tale Obiettivo.

Questo sforzo richiede azioni diverse e condivise. Innanzi tutto, serve concentrarsi su un obiettivo: raggiungere la ripresa, la ricostruzione e la resilienza mettendo in connessione gli aiuti umanitari di emergenza con il sostegno allo sviluppo a lungo termine.

Aiuti inefficaci senza cambiamento sistemico

Negli ultimi anni, in cui peraltro le crisi economiche e climatiche si sono succedute con maggiore violenza e frequenza, questa connessione è mancata: se da un alto è cresciuto il volume di aiuti destinati all’aiuto alimentare d’emergenza, dall’altro è stato fatto troppo poco per migliorare la resilienza agli shock. Per esser realmente efficaci, i finanziamenti devono generare un cambiamento sistemico e quindi agire in un’ottica di lungo periodo.

Le Public Development Banks (PDBs, banche pubbliche di sviluppo) sono istituzioni pubbliche che agiscono a livello regionale, nazionale e globale e promuovono investimenti su larga scala per la trasformazione dei sistemi alimentari: hanno quindi un impatto economico e sociale.

Le PDBs possono definire obiettivi condivisi intorno ai quali riunire i finanziatori, possono mobilitare finanziamenti agevolati, diffondere le buone pratiche, stimolare l’innovazione, suggerire le politiche adatte.

Le difficoltà dei piccoli agricoltori

In quanto banche di impatto sociale, possono anche semplificare l’accesso ai finanziamenti per incentivare pratiche sostenibili. Conoscendo le realtà locali e nazionali, le PDBs possono entrare in contatto con i piccoli agricoltori delle zone più remote; pur essendo la spina dorsale dei sistemi alimentari nazionali, i piccoli agricoltori sono anche quelli che devono affrontare le maggiori difficoltà economiche.

Le attività portate avanti dalle PDBs costituiscono un prezioso contributo alla finanza verde: fondi destinati a incentivare pratiche sostenibili e favorire la trasformazione dei sistemi alimentari.

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