Slow Beans, la rete per la rinascita dei legumi

La rete Slow Beans è nata per promuovere la riscoperta dei legumi. Trascurati per anni perché considerati un cibo povero, oggi sono un elemento fondamentale delle diete: fanno bene alla salute e fanno bene all’ambiente

Slow Beans

di Isabella Ceccarini

(Rinnovabili.it) – Let it Bean! Niente a che vedere con i Beatles, ma molto con la sostenibilità alimentare. È una iniziativa della rete Slow Beans e di Slow Food in collaborazione con Meatless Monday (un movimento globale che incoraggia le persone a diminuire il consumo di carne per la salute dell’uomo e del Pianeta) e il Centre for a Livable Future della Johns Hopkins University statunitense che ha studiato i benefici nutrizionali e ambientali dei legumi.

Gli appartenenti alla rete Slow Beans – al momento conta 29 Comunità che si definiscono guidate dalle relazioni e dall’affetto – si riconoscono in un Manifesto di valori e di intenti.

Tutti possono aderire alla rete Slow Beans

La campagna Let it Bean! intende promuovere il consumo di legumi coinvolgendo le municipalità, i produttori e i cuochi per diffondere tra i cittadini il valore dei legumi. Tutti possono aderire, a cominciare dai consumatori consapevoli, con azioni diverse.

Ad esempio, sul tema della biodiversità si possono supportare la produzione e i processi di valorizzazione e vendita dei legumi locali promuovendo la mappatura dei legumi di un determinato territorio. Si possono creare nuovi Presidi e nuove Comunità, o ancora promuovere corsi di orticoltura incentrati sulla sostenibilità e sul ruolo delle leguminose.

Sempre in tema di biodiversità si possono portare avanti azioni di valorizzazione dei legumi come alimenti legati al territorio organizzando eventi a tema o esperienze turistiche che includano negli itinerari i produttori della rete Slow Beans, oppure facendo regali istituzionali a base di legumi autoctoni o inserendoli negli shop dei musei. Infine, coinvolgendo la Pro Loco, si possono organizzare delle sagre che abbiano i legumi al centro.

Per anni i legumi sono stati trascurati perché considerati un cibo povero. Oggi sono un elemento fondamentale nelle diete perché fanno bene alla salute: ricchi di fibre e antiossidanti, privi di colesterolo, prezioso aiuto contro malattie cardiovascolari e diabete.

Ma i legumi fanno bene anche all’ambiente: hanno bisogno di poca superficie coltivata e fissano l’azoto nel terreno. È una produzione a basso costo, tanto che la FAO li considera fondamentali per combattere la fame nel mondo.

Una rete che diffonde principi di salute umana e ambientale

Molto si può fare anche sul fronte della formazione, incentivando il consumo consapevole di legumi attraverso percorsi educativi nelle scuole a cui accompagnare l’adozione del Meatless Monday.

Un altro obiettivo è inserire programmi dedicati negli istituti alberghieri e negli istituti agrari e proporre criteri premianti per le proposte a base di legumi nei bandi per la ristorazione collettiva.

Slow Beans è anche un evento itinerante che permette di incontrare Presidi e Comunità Slow Food

di legumi di tutta Italia. La prima edizione di Slow Beans è nata nel 2010 a Capannori (in provincia di Lucca) dalle Fagioliadi, una competizione per evidenziare la biodiversità di un territorio che vanta circa 20 diversi tipi di legumi.

Slow Beans negli anni si è arricchita diventando una comunità che ha cura dell’ambiente, della fertilità dei terreni, delle relazioni, della condivisione, della salute.

Nelle manifestazioni i produttori propongono degustazioni di legumi cucinati da loro. Non è un semplice “assaggio” ma un momento di socialità in cui con la condivisione di saperi si impara il significato della biodiversità e del rispetto dell’ambiente di cui ognuno può essere protagonista.

Dal 2015 la manifestazione è diventata una vera e propria rete. Il prossimo appuntamento si svolgerà dal 3 al 5 dicembre 2021.

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