Spighe verdi 2022 premia 63 Comuni rurali virtuosi

Assegnate le Spighe Verdi 2022 a 63 Comuni rurali virtuosi. Per ottenere il riconoscimento è necessario che ci sia una precisa volontà dell’amministrazione comunale, ma è indispensabile la partecipazione attiva della comunità locale e delle imprese a un percorso di crescita sostenibile. Una “chiamata all’azione” che richiede un impegno costante e riconosce il valore del lavoro degli agricoltori, primi custodi del territorio

Spighe verdi 2022
Di Alessandra impallomeni – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=28259364

di Isabella Ceccarini

Aumentano le Spighe Verdi. Nel 2021 erano 59, quest’anno sono state assegnate a 63 Comuni rurali: ci sono stati 7 nuovi ingressi e 3 Comuni non confermati.

13 le Regioni premiate: Piemonte (10 Spighe Verdi), Marche (9), Puglia (8), Toscana (7), Calabria (7), Umbria (5), Lazio (5), Campania (5), Veneto (2), Liguria (2), Abruzzo (1), Emilia Romagna (1), Lombardia (1).

Le Spighe Verdi chiamano tutti all’azione

Le Spighe Verdi dei comuni rurali corrispondono alle Bandiere Blu delle località di mare, infatti fanno entrambe parte del programma nazionale della FEE-Foundation for Environmental Education (presente in 77 Paesi) che assegna i due riconoscimenti.

Per ottenere l’ambito riconoscimento è necessario che l’amministrazione comunale migliori le proprie politiche, ma anche la comunità locale e le imprese devono partecipare attivamente a questo percorso di crescita sostenibile.

L’incremento dei Comuni che hanno ottenuto le Spighe Verdi mostra «la volontà di amministratori e cittadini di farsi trovare pronti davanti alle sfide che la transizione impone.

Il programma “chiama all’azione”, chiede un impegno continuo e radicale a ciascun cittadino o imprenditore o amministratore del territorio.

Ognuno deve fare la propria parte sui temi e sui tempi della sostenibilità, in un circolo virtuoso di azioni necessarie e interconnesse tra loro» dichiaraClaudio Mazza, presidente della FEE Italia.

Buone pratiche ambientali e comportamenti virtuosi

Sempre più spesso le amministrazioni devono confrontarsi con calamità naturali, effetti del cambiamento climatico, emergenze ambientali e sanitarie.

«Un Comune certificato Spiga Verde possiede modalità di lavoro e di gestione del territorio in cui tutti sono protagonisti di buone pratiche ambientali e comportamenti virtuosi. Esperienze che fanno la differenza e che nel tempo rendono possibile quel cambiamento culturale di cui abbiamo bisogno».

Il nostro patrimonio rurale è ricco di valori naturali e culturali che le Spighe Verdi si propongono di valorizzare, oltre a orientare i comuni rurali a compiere scelte sostenibili nella gestione del territorio affinché ci siano ricadute positive per l’ambiente e per la comunità locale, anche in termini di occupazione.

La rivoluzione culturale e ambientale parte dall’agricoltura

Nel programma Spighe Verdi il ruolo prioritario spetta all’agricoltura: la vera rivoluzione culturale e ambientale deve partire da qui.

Per questo è nata la collaborazione con Confagricoltura e altri partner istituzionali – tra cui Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Ministero del Turismo, il Ministero della Transizione Ecologica, ISPRA – per la valutazione delle candidature (l’iter è certificato ISO 9001-2015).

Il programma valuta 67 indicatori tra cui: partecipazione pubblica; educazione allo sviluppo sostenibile; corretto uso del suolo; presenza di produzioni agricole tipiche; sostenibilità e innovazione in agricoltura; qualità dell’offerta turistica; esistenza e grado di funzionalità degli impianti di depurazione; gestione dei rifiuti con particolare riguardo alla raccolta differenziata; valorizzazione delle aree naturalistiche eventualmente presenti sul territorio e del paesaggio; cura dell’arredo urbano; accessibilità per tutti senza limitazioni.

L’insieme degli indicatori compone 16 macro aree: Notizie di carattere generale; Partecipazione pubblica; Educazione alla sostenibilità; Assetto urbanistico; Agricoltura; Protezione della biodiversità; Conservazione e valorizzazione del paesaggio; Tutela del suolo; Gestione del ciclo dei rifiuti; Efficienza energetica; Qualità dell’aria; Qualità dell’acqua; Qualità dell’ambiente sonoro; Mobilità sostenibile; Turismo; Rischio.

Un riconoscimento del lavoro degli agricoltori

Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, non può che essere soddisfatto dell’aumento dei Comuni premiati: «Sono orgoglioso che, attraverso il programma di FEE, al quale collaboriamo con convinzione sin dalla prima edizione, venga compreso e certificato il valore del lavoro degli agricoltori.

Il premio attesta la capacità del settore, che ha contribuito a conservare e valorizzare i comuni a forte vocazione agricola, come attrazione turistica, culturale ed enogastronomica.

Realtà “verdi” in grado d’innovarsi, di essere attente alla sostenibilità e alla cura del territorio, presidiandolo e assicurando una corretta gestione ambientale, turistica, culturale ed enogastronomica, tanto da meritarsi questo importante riconoscimento».

Credits: Spighe Verdi
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