Stanziati i fondi a sostegno della filiera apistica

È stato pubblicato il decreto del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali che ripartisce i fondi a sostegno della filiera apistica per il 2022. L’intervento, che ammonta a 7,75 milioni di euro, è stato accolto con grande soddisfazione dagli apicoltori italiani: questo indennizzo coprirà almeno parzialmente le perdite subite nel 2021

(Rinnovabili.it) – La filiera apistica tira un sospiro di sollievo – grazie al decreto Mipaaf che prevede un sostegno alla filiera – dopo un periodo di grandi difficoltà.

Gli effetti del cambiamento climatico hanno inciso fortemente sulla salute delle api e sulla produzione di miele. Il calore eccessivo e la siccità, che ha seccato molte piante, sono stati fattori di sofferenza per le api.

Le difficoltà della filiera apistica, peraltro, si trascinano già da alcuni anni anche a causa dei pesticidi che uccidono anche le api.

Il decreto Mipaaf a sostegno della filiera apistica

Il decreto pubblicato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (“Ripartizione dei fondi a sostegno della filiera apistica di cui all’articolo 1, commi 859, 860 e 862 della legge 30 dicembre 2021, n. 234 (Legge di Bilancio), recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2022”) «definisce i criteri e le modalità di ripartizione delle risorse destinate al sostegno della filiera apistica, pari ad euro 7,75 milioni per l’anno 2022».

Gli interventi ammissibili riguardano: «a) sostegno delle forme associative di livello nazionale tra apicoltori e promozione della stipula di accordi professionali; b) incentivazione della pratica dell’impollinazione a mezzo di api; c) incentivazione della pratica dell’allevamento apistico e del nomadismo».

Impollinazione e nomadismo

Gli interventi di cui alla lettera b) riguardano «le prestazioni rese dall’apicoltore che trasporta i propri alveari presso agricoltori che ne richiedono il servizio di impollinazione di colture arboree o erbacee, anche da seme, in pieno campo o in coltura protetta.

Per l’attività di nomadismo di cui alla lettera c), «si intende l’allevamento apistico non stanziale che prevede lo spostamento degli alveari al fine di seguire le diverse fioriture che si succedono nel corso della stagione produttiva anche in funzione delle mutevoli condizioni climatiche e orografiche dei diversi territori».

L’impegno della Federazione Apicoltori Italiani

Raffaele Cirone, presidente della Federazione Apicoltori Italiani (FAI), sottolinea l’impegno della Federazione nella definizione di un provvedimento atteso da tempo: «Un lavoro durato mesi, con un’attenzione costante affinché gli incentivi fossero resi disponibili a tutti gli apicoltori, sia “stanziali” (con alveari in postazioni fisse) che “nomadi” (con alveari destinati alla transumanza).

Un’azione organizzativa grazie alla quale abbiamo scongiurato il rischio di ingiustificata esclusione dagli aiuti per migliaia di aziende a rischio di chiusura».

L’indennizzo coprirà parzialmente le perdite del 2021

FAI dà atto agli uffici del Mipaaf di aver considerato tutte le richieste avanzate dagli operatori del settore.

Grazie allo stanziamento di questi fondi la filiera apistica riceverà un indennizzo che coprirà parzialmente le perdite subite nel 2021. Lo scorso anno, infatti, gli apicoltori avevano affrontato spese ingenti per l’alimentazione di soccorso agli alveari.

Cirone precisa che potranno beneficiare del sostegno «gli apicoltori che al 31 dicembre 2021 hanno regolarmente censito i propri alveari nella Banca Dati Nazionale dell’Apicoltura, titolari di partita IVA e iscritti nella categoria degli apicoltori professionali che producono con finalità di commercializzazione».

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