Amazzonia: i dati dell’INPE sulla deforestazione sono allarmanti

L’incremento dei numeri della deforestazione è stato imputato da ricercatori e scienziati alle politiche del governo Bolsonaro, che incoraggiano allevatori e taglialegna e indeboliscono l’azione dell’agenzia ambientale IBAMA.

Amazzonia
Credits: sdblack0 da Pixabay

Secondo il database DETER, è scomparso l’83% di Amazzonia rispetto all’anno scorso.

 

(Rinnovabili.it) – Nel mese di novembre, la deforestazione nell’Amazzonia ha toccato i suoi massimi livelli dal 2015. A detta dell’agenzia di ricerca spaziale brasiliana INPE (Instituto Nacional de Pesquisas Espaciais), la distruzione della più grande foresta pluviale tropicale del mondo è stata di 563 km2, pari al 103% in più rispetto allo stesso mese nel 2018. Facendo un rapido calcolo, dunque, da gennaio a novembre sono scomparsi 8.934 km2 di foresta, l’83% in più rispetto all’anno scorso, un’area pari quasi delle dimensioni di Puerto Rico.

 

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I dati rilasciati da INPE sono stati raccolti attraverso il database DETER, un sistema che registra e pubblica tutti gli avvisi relativi ad incendi e altri tipi di cambiamenti che interessano l’Amazzonia. Tuttavia, secondo un altro sistema utilizzato dall’INPE, il PRODES, generalmente considerato più affidabile ma più lento nella raccolta e nella lettura dei dati, nei 12 mesi a partire da agosto 2018 la deforestazione dell’Amazzonia brasiliana aveva superato la soglia di 10.000 km2 per la prima tempo dal 2008.

 

Normalmente, intorno al mese di novembre e di dicembre (quindi durante la stagione delle piogge), la deforestazione diminuisce nella regione amazzonica. Per questa ragione, l’incremento dei numeri nonostante questo periodo dell’anno è stato imputato da ricercatori e scienziati alle politiche del governo Bolsonaro, che incoraggiano allevatori e taglialegna e indeboliscono l’azione dell’agenzia ambientale IBAMA. Ad aumentare più rapidamente, inoltre, è soprattutto la deforestazione nelle cosiddette aree indigene dell’Amazzonia, con un incremento del 74,5% rispetto al 2018.

 

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Ricardo Galvao, ex presidente dell’INPE, è stato recentemente nominato uno dei 10 scienziati più importanti del 2019 dalla rivista britannica Nature. Nei primi di agosto, però, è stato licenziato proprio dal governo brasiliano, con l’accusa di esagerare l’entità della deforestazione.

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