La Russia riscalda la competizione per le nuove rotte in Artico

La compagnia statale che ha varato Arktika, Rosatomflot, punta ad aumentare il traffico di commerciale russo attraverso le (sempre meno) ghiacciate acque del nord.

L’Artico è il sacro graal del commercio marittimo e la Russia non se lo lascia scappare

(Rinnovabili.it) – Nella miglior tradizione del gigantismo sovietico l’hanno ribattezzata ‘Arktika’. E’ la più grande nave rompighiaccio al mondo e anche la più potente grazie alla propulsione nucleare, quella salpata martedì 22 da San Pietroburgo diretta verso il porto di Murmansk, ultimo avamposto sull’Artico. Obiettivo: rafforzare la flotta del nord, che potrà operare ben 13 imbarcazioni simili. E arrivare per primi nell’aprire rotte commerciali economicamente convenienti attraverso il Polo Nord.

La compagnia statale che ha varato Arktika, Rosatomflot, punta sulla nave per aumentare il traffico di naviglio commerciale russo attraverso le (sempre meno) ghiacciate acque del nord. Con 173 metri di lunghezza e più di 50 membri di equipaggio potrà farsi largo attraverso ghiacci spessi anche 3 metri.

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Per diversi paesi dell’emisfero boreale, l’Artico è diventato il sacro graal del commercio marittimo. Nell’Ottocento la flotta britannica di Sua Maestà ha cercato per decenni di aprire quel Passaggio nord-ovest che avrebbe reso più rapidi i collegamenti tra le due sponde del continente americano e dato una spinta al commercio. Oggi i cambiamenti climatici avvicinano anno dopo anno il momento in cui sarà aperta la rotta del Mare del Nord, cioè quando le navi commerciali saranno in grado di usare la rotta artica per tutto l’anno, anche quando la calotta polare si ricostituisce.

“La creazione di una flotta nucleare moderna di rompighiaccio, capace di assicurare tutto l’anno una navigazione sicura lungo tutta la rotta del Mare del Nord è un compito strategico per il nostro paese, ha dichiarato Vyacheslav Ruksha di Rosatomflot.

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Una recente ricerca del Centro nazionale per la ricerca atmosferica ha mostrato che, per quanto riguarda l’estensione del ghiaccio marino, un nuovo stato climatico nell’Artico è già emerso intorno alla fine del secolo. Le minime medie nel mese di settembre sono inferiori del 31% rispetto al decennio 1979-1988. Se le emissioni di gas serra dovessero rimanere al loro stato attuale, i ricercatori prevedono che entro la fine di questo secolo l’Artico non avrà ghiaccio per un periodo da tre a dieci mesi all’anno.

Numeri che fanno gola a molti, russi inclusi. Mosca a marzo infatti aveva pubblicato la sua strategia per la rotta del Mare del Nord. Entro il 2035 intende costruire 40 nuove navi, potenziare quattro aeroporti, costruire nuove infrastrutture, tra cui ferrovie e porti marittimi ed aumentare le agevolazioni fiscali per gli investitori interessati alle trivellazioni petrolifere. Arktika è il primo tassello di questa nuova sfida globale.

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