Biodiversità, la Francia rimanda il divieto ai neonicotinoidi

Il bando per i pesticidi che sterminano le colonie di api è previsto soltanto per settembre 2018. E il prossimo governo potrà facilmente rinviare l’applicazione della legge

Biodiversità, la Francia rimanda il divieto ai neonicotinoidi

 

(Rinnovabili.it) – La Francia ha approvato una legge a tutela della biodiversità che rischia di diventare quasi del tutto inutile. Le associazioni ambientaliste l’hanno definita “un progresso reale”, anche se non sono mancate le critiche durante i 27 mesi di discussione in parlamento. Ma c’è il pericolo che il prossimo governo – molto probabilmente guidato dai Repubblicani, vista la popolarità sottozero del presidente Hollande – abbia vita facile a bloccare tutto. Quello che fa sollevare più di un sopracciglio è la tempistica legata ad alcuni divieti introdotti con la legge, in particolare quello per i neonicotinoidi.

La legge era già stata criticata aspramente perché non comprendeva né il divieto verso la pesca a strascico né introduceva una tassa sull’olio di palma. Invece il bando dei pesticidi a base di neonicotinoidi, che sono tra i principali responsabili della sparizione delle api, preziosissimi impollinatori e colonna portante della biodiversità di larga parte degli ecosistemi europei, era stato incluso nel progetto di legge e di conseguenza ne era diventato quasi il fiore all’occhiello.

 

Il problema è che il bando dei neonicotinoidi è stato posticipato alle calende greche: settembre 2018, con alcuni casi particolari per cui, in deroga, la scadenza è invece settembre 2020. Il timore è che il prossimo esecutivo faccia decisamente marcia indietro su questo provvedimento, contestatissimo dalle lobby che sono riuscite a rallentare all’inverosimile i lavori del parlamento. Infatti il divieto in origine era previsto per il 2016, ma il Senato ha bocciato l’opzione e rispedito il testo alla camera bassa. Che ha proposto allora il 2017: niente da fare, il Senato ha rimandato indietro di nuovo la bozza.

“Alla fine abbiamo stabilito delle date per il divieto, ma abbiamo lasciato delle porte aperte e così le lobby avranno il tempo di riorganizzarsi”, lamenta la portavoce dei Verdi Sandra Regol. Tra il 1985 e il 2005 è scomparso circa il 15% delle api del continente, che aiutano il processo di impollinazione dell’85% delle specie vegetali d’Europa. Con ricadute positive sull’economia dell’Ue stimate in oltre 20 miliardi di euro l’anno.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui