UE, nuove norme per promuovere il consumo di prodotti “senza deforestazione”

La Commissione propone un nuovo regolamento per contrastare il disboscamento e il degrado forestale. Misure che guardano al mercato, frenando l’entrata di materie prime e prodotti ottenuti a discapito dei polmoni verdi

prodotti senza deforestazione
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 Geolocalizzazione e due diligence per i prodotti “senza deforestazione”

(Rinnovabili.it) – Inutile girarci intorno. Il principale motore della deforestazione è l’espansione dei terreni agricoli e degli allevamenti intensivi. E la responsabilità non è solo di chi sacrifica la copertura boschiva per creare nuove aree coltivabili, spesso in maniera selvaggia e poco legale. Anche chi importa e consuma materie prime ottenute a discapito dei polmoni verdi terrestri, ha un ruolo di primo piano. 

Parte da questa riflessione il nuovo regolamento comunitario per frenare il disboscamento e il degrado forestale. Ieri la Commissione europea ha presentato la proposta normativa, testo finalizzato a promuovere un consumo di prodotti “senza deforestazione” (“deforestation-free”). Ossia materie prime e beni importati nel Vecchio Continente che non siano associati a pratiche illegali di gestione del territorio.

“Per vincere la lotta mondiale contro la crisi del clima e della biodiversità dobbiamo assumerci la responsabilità di agire sia all’interno che all’esterno”, ha spiegato Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo. “Il regolamento sul disboscamento risponde all’appello dei cittadini che chiedono di ridurre al minimo il contributo europeo a questo problema e promuovere consumi sostenibili”.

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Le nuove norme sono, difatti, il frutto diretto della consultazione pubblica lanciata nel 2020 da Bruxelles e a cui hanno risposto ben 1,2 milioni di cittadini. Un successo che ha avuto pochi eguali nella storia UE, aumentando la pressione sul tema già esercitata da Parlamento europeo e Consiglio dell’Unione.

D’altra parte il problema è andato progressivamente aggravandosi, al punto da non poter essere più ignorato. La FAO stima che 420 milioni di ettari di foresta, un’area più grande dell’Unione europea, siano stati oggetti di disboscamento tra il 1990 e il 2020. Che si traduce, in termini di perdita complessiva (al netto delle superfici rigenerate o ri-piantumate), in oltre 178 milioni di ettari sfumati.

Le regole anti deforestazione della UE

 Il regolamento stabilisce norme obbligatorie di due diligence per gli operatori che immettono sul mercato comunitario prodotti specifici, tradizionalmente associati a pratiche intensive. Il focus è su soia, carne bovina, olio di palma, legno, cacao e caffè e alcuni prodotti derivati, come cuoio, cioccolato e mobili. L’obiettivo, spiega la Commissione europea, consiste nel garantire l’entrata di prodotti non associati ad attività di deforestazione e legali. Ma è a questo punto che la proposta di Bruxelles zoppica un po’. A stabilire la legalità e le giuste pratiche saranno infatti le leggi del paese d’origine del prodotto.

Gli operatori dovranno raccogliere le coordinate geografiche del terreno in cui sono state prodotte le merci per garantire una rigorosa tracciabilità. Un sistema di benchmarking gestito dalla Commissione identificherà i Paesi sulla base di un rischio basso, standard o alto di fornire materie prime o prodotti senza deforestazione; o in conformità con la legislazione del paese produttore. Gli obblighi per gli operatori e le autorità varieranno in base al livello di rischio. Con vincoli di diligenza semplificati per i beni provenienti da aree a basso rischio e controlli rafforzati altrove.

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Le misure, stima l’Esecutivo UE, dovrebbero garantire una riduzione di almeno 31,9 milioni di tonnellate di emissioni di carbonio nell’atmosfera ogni anno. E in un risparmio economico di almeno 3,2 miliardi di euro all’anno.

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