Stock ittici sovrasfruttati: dal Wto niente stop alla pesca eccessiva

I negoziati andavano avanti da 20 anni. Bruciata la deadline di fine 2020 pattuita con l’Onu. Si riprende a gennaio, ma non c’è accordo nemmeno sulla definizione di ‘pesce’

Stock ittici sovrasfruttati
credits: Evgeni Tcherkasski da Pixabay

Gli stock ittici sovrasfruttati sono 1/3 del totale mondiale

(Rinnovabili.it) – Fumata nera al Wto per la decisione sugli stock ittici sovrasfruttati. La pesca eccessiva continuerà anche nel 2021, spinta dai generosi sussidi che sono tra i principali driver dello sfruttamento incontrollato delle risorse marine.

L’organizzazione mondiale del commercio non è riuscita a trovare un accordo per mettere un freno ai sussidi e ha mancato la scadenza che le era stata imposta 5 anni fa dall’Onu. Secondo quanto pattuito con il Palazzo di Vetro nel 2015, entro la fine di quest’anno il Wto avrebbe dovuto trovare la quadra e proteggere gli stock ittici sovrasfruttati, rimodulando alcune delle regole internazionali della pesca per dar modo agli stock di ricostituirsi.

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Il diplomatico colombiano Santiago Wills, che ha presieduto l’ultimo round di colloqui, ostenta però ottimismo. La causa del mancato accordo starebbe nei ritardi provocati dalla pandemia di coronavirus, che hanno rallentato i lavori. Ma indiscrezioni che filtrano dagli incontri a porte chiuse parlano, invece, di nodi sostanziali ancora da sciogliere e di grandi differenze tra le posizioni di alcuni paesi.

Ad ogni modo, i colloqui continueranno con l’anno nuovo. Il primo appuntamento è stato fissato per il 18 gennaio. “Anche se sono deluso dal fatto che non rispetteremo la scadenza del 2020, non sono scoraggiato”, ha detto Wills. “Al contrario, lo slancio c’è e non dobbiamo sprecarlo”.

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Molto meno ottimismo filtra dai delegati degli Stati Uniti, uno dei paesi più responsabili della pesca eccessiva insieme a Unione Euuropea, Corea del Sud, Cina e Giappone. L’ambasciatore americano Dennis Shea, addirittura, ha definito i progressi “molto modesti”, prendendo in considerazione da quanto tempo la discussione era incamminata: 20 anni.

In effetti, l’ultima bozza di accordo – vista dall’agenzia Reuters – presentava ancora molte aree critiche su  cui l’accordo era lontano. E non su questioni secondarie, anzi: uno dei nodi ancora aperti è proprio la definizione di ‘pesce’.

Secondo un rapporto Fao pubblicato lo scorso giugno, Oltre un terzo degli stock ittici di tutto il mondo viene sovrasfruttato. Nel 2017, il 34,2% degli stock ittici è stato classificato come sovrasfruttato, una tendenza in costante aumento dal 1974 quando la cifra si attestava al 10%. Il consumo mondiale di pesce pro capite ha stabilito un nuovo record nel 2018, raggiungendo la soglia dei 20,5 kg pro capite l’anno, con un aumento medio del 3,1% dal 1961. Per la Fao, salirà a 21,5 kg entro il 2030. Il Pew Charitable Trusts stima che un accordo ambizioso in sede Wto potrebbe ribaltare la tendenza e aumentare la quantità di pesce nei mari del mondo del 12,5% nei prossimi 20 anni.

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