Il Wwf lancia una nuova campagna, 10 anni per rigenerare la natura italiana

Si chiama ‘ReNature Italy’. E’ un grande progetto per la natura del nostro Paese in un’ottica ambiziosa sulle cose da fare da qui al 2030. Quattro le parole chiave: connessione, ripristino, protezione, e ritorno in natura di specie importanti

Credits: © WWF Italia

di Tommaso Tetro

(Rinnovabili.it) – L’Italia ha 10 anni di tempo per rigenerare la sua natura, e ricomporre il suo grande mosaico di biodiversità. Questo lo spirito con cui il Wwf lancia una nuova campagna, ‘ReNature Italy‘; si tratta di un grande progetto per la natura del nostro Paese che tiene insieme la visione ambiziosa su come dovremo trasformare l’Italia di qui al 2030. Sono quattro i capisaldi e le parole chiave: connessione, ripristino, protezione e rewild, cioè il ritorno in natura di specie importanti.

Secondo  Alessandra Prampolini, direttore di Wwf Italia, “in un momento in cui abbiamo la possibilità di tradurre in azione quello che ci ha insegnato la pandemia, ovvero che gli ecosistemi naturali sono cruciali per il nostro benessere e le nostre vite, dobbiamo fare il possibile per ridare spazio alla natura, ricostruendo quello che abbiamo distrutto. Il nostro messaggio è semplice: dobbiamo rigenerare l’Italia, passando da un sistema ‘nature negative’ ad una sfida ‘nature positive’”.

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La campagna ‘ReNature Italy’ è la risposta concreta agli allarmi sulla perdita di biodiversità a livello globale e nazionale: una specie su due di vertebrati in Italia è minacciata d’estinzione, l’86% degli habitat europei è in cattivo stato di conservazione, perdiamo ogni giorno 16 ettari di territorio naturale sotto la pressione di cemento e degrado. Suolo fertile, ecosistemi con i loro servizi, piccoli e grandi habitat vengono trasformati e distrutti – osserva il Wwf – centinaia di tessere naturali si perdono quotidianamente, e silenziosamente, in ogni angolo del paese, e si erodono poco per volta le connessioni vitali di un ecosistema sempre piu’ fragile e il nostro capitale di natura.

La prima richiesta che viene rivolta alle istituzioni dal Wwf è quella di riportare al centro della politica il ruolo della natura, dedicando fondi significativi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) alla conservazione e al ripristino della natura. In questo modo si potrebbe cogliere la sfida della Strategia europea per la biodiversità e avviare la nuova Strategia nazionale per la Biodiversità al 2030.

Il grande progetto ‘ReNature Italy’ permetterà di migliorare l’efficacia delle aree protette esistenti, arrivando a proteggere il 30% di territorio nazionale, con un 10% tutelato integralmente, e mettendo in sicurezza tutte le foreste vetuste e più naturali d’Italia. Bisognerà ricostruire e completare la rete ecologica nazionale puntando su tre grandi corridoi ecologici principali – alpino, appenninico e della valle del Po – capaci di connettere le aree protette e sostenere la biodiversità anche a fronte degli impatti dei cambiamenti climatici e custodire il capitale naturale. Un salto di qualità è possibile soprattutto rigenerando almeno il 15% del territorio nazionale, rinaturando almeno 1.600 chilometri di fiumi, a cui negli ultimi 50 anni abbiamo tolto circa 2mila chilometri quadrati di spazio vitale, e rigenerando la natura in almeno il 10% della superficie agricola, soprattutto per gli impollinatori.

“Nessun Recovery fund ci traghetterà fuori dalla crisi in maniera duratura se non affrontiamo le radici dei problemi che stiamo vivendo, tra cui la distruzione della natura gioca un ruolo prominente – continua il Wwf – capitale naturale, biodiversità, servizi degli ecosistemi, devono entrare nei fatti e concretamente nei fondi per la ripresa e la resilienza. Cogliamo questo momento del nostro Paese, oggi abbiamo l’opportunità di ripensare il nostro modello di sviluppo anche grazie ai fondi e investimenti che nascono come Next Generation EU”. Ed è nella “profonda revisione” del Pnrr promessa dal governo Draghi che sarà possibile costruire un’occasione per delineare il futuro dell’Italia.

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