L’acidificazione dell’Artico è 4 volte più veloce che negli altri mari

Lo scioglimento della calotta crea uno strato di acqua superficiale che non si mescola con quelli più profondi. E inizia ad assorbire CO2 dall’aria finché il pH non è simile a quello del resto della colonna d’acqua. Aumentando così la concentrazione di anidride carbonica nell’oceano

Acidificazione dell’Artico: è 4 volte più rapida degli altri oceani
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Lo studio sull’acidificazione dell’Artico trova una correlazione con il riscaldamento globale

(Rinnovabili.it) – L’oceano Artico sta diventando acido da tre a quattro volte più velocemente degli altri mari. La causa principale è lo scioglimento rapido della calotta ghiacciata, che a sua volta dipende dall’amplificazione artica, ovvero un aumento delle temperature regionali maggiore rispetto a quello che si verifica in altre zone del pianeta. A calcolare il ritmo dell’acidificazione dell’Artico è uno studio pubblicato su Science.

“Lo scioglimento dei ghiacci marini espone l’acqua del mare all’atmosfera e favorisce il rapido assorbimento dell’anidride carbonica atmosferica, abbassandone l’alcalinità e la capacità tampone e portando così a forti diminuzioni del pH”, spiegano i ricercatori.

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Il fenomeno avviene a velocità superiore a quella registrata negli altri mari del pianeta, dove il ritmo dell’acidificazione di norma segue l’aumento della concentrazione di anidride carbonica in atmosfera. Perché? Secondo lo studio, l’acqua di fusione non si mescola con gli strati inferiori, che hanno un livello di acidità maggiore. Inizia invece ad assorbire CO2 dall’atmosfera finché il suo pH è uguale a quello del resto della colonna d’acqua. Invece di diluire la concentrazione di CO2, quindi, questa dinamica ne aumenta, e di molto, le quantità disciolte nell’Artico.

Lo studio ha analizzato i dati dal 1994 al 2020 sull’acidificazione dell’Artico e ha registrato una evidente correlazione con l’aumento delle temperature regionali. “Se tutto il ghiaccio pluriennale viene sostituito da ghiaccio del primo anno, l’alcalinità e la capacità tampone diminuiranno e l’acidificazione continuerà”, ha affermato. “Entro il 2050, pensiamo che tutto il ghiaccio sarà scomparso in estate. Alcuni documenti prevedono che ciò avverrà entro il 2030. E se seguiamo la tendenza attuale per altri 20 anni, l’acidificazione estiva sarà davvero molto forte”, spiegano gli autori.

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Un fenomeno che tenderà ad accelerare, quindi, di pari passo con l’accelerazione del riscaldamento globale. Che nell’Artico corre già almeno 4 volte più veloce che nel resto del pianeta, e localmente fino a 7 volte di più.

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