Antartide, ecco come evitare il collasso del ghiaccio del Polo Sud

Solo in uno scenario a basse emissioni, che resta sotto i 2 gradi di riscaldamento globale, la porzione occidentale dell’Antartide – la più instabile – non collassa. Un evento che farebbe alzare il livello degli oceani di 3 metri

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Foto di 358611 da Pixabay

Un nuovo modello predittivo sullo scioglimento dell’Antartide

(Rinnovabili.it) – Di quanto si alzerà il livello del mare? E che impatto avrà sulle coste, sul rischio di inondazioni e sugli effetti delle tempeste? Tutte le stime presentate dalla scienza climatica ondeggiano molto, anche di alcuni metri. Gli studi più accreditati, tra quelli che si basano su simulazioni effettuate con modelli climatici, oscillano tra 1,5 e 2,5 metri. Perché questa incertezza così ampia? La risposta è semplice: perché c’è molta incertezza su come si comporterà l’Antartide, il maggior contributore all’aumento del livello dei mari.

Molto dipende dalla porzione più occidentale della calotta dell’Antartide, cioè la parte più instabile. Lo scioglimento della porzione marina destabilizza i ghiacciai sul continente, che tendono a scivolare più velocemente in mare e quindi a sciogliersi. Nel lungo periodo, se tutto questo settore si sciogliesse, potrebbe causare un aumento del livello dei mari fino a 3 metri.

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Una ricerca dell’università neozelandese di Wellington è riuscita a creare un modello predittivo molto più accurato, capace di ridurre questo margine di incertezza e, quindi, di prevedere meglio gli effetti del riscaldamento globale e dei vari scenari emissivi sulla calotta ghiacciata dell’Antartide. E c’è una buona notizia: il collasso di questo settore del Polo Sud, con buona probabilità, si può ancora evitare. Ma è necessario mantenere il global warming entro i 2 gradi sopra i livelli pre-industriali.

Lo studio considera due scenari possibili, uno a basse emissioni ed uno ad alte emissioni. In entrambi i casi, i quadranti di calotta che oggi si stanno sciogliendo continueranno a farlo almeno fino a fine secolo. E i due scenari non hanno differenze considerevoli almeno fino all’anno 2216. Entro il 2300, in condizioni di emissioni elevate, la calotta glaciale antartica contribuirà per oltre 1,5 m in più all’innalzamento globale del livello del mare rispetto allo scenario a basse emissioni. Questo perché la calotta glaciale dell’Antartico occidentale collasserà.

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Un collasso che sarà annunciato da eventi specifici, che i ricercatori sono riusciti a individuare per la prima volta con precisione grazie al nuovo modello impiegato. Il primo segnale di avvertimento a cui prestare attenzione è il diffuso assottigliamento delle due più grandi piattaforme di ghiaccio marino dell’Antartide, quella di Ross e quella di Ronne-Filchner. Nello scenario a basse emissioni, che rispetta l’accordo di Parigi, i due settori restano intatti e non si verifica alcun assottigliamento. Nell’altro scenario, invece, iniziano a perdere spessore già nei prossimi decenni.

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