Brasile, in controtendenza sulla produzione di gas a effetto serra

Secondo i dati preliminari del governo brasiliano, nei primi 4 mesi del 2020, l’attività di disboscamento nella foresta pluviale ha registrato una crescita del 55% rispetto ad un anno fa.

Se globalmente si registra una riduzione del 7%, in Brasile le emissioni di gas a effetto serra aumentano

(Rinnovabili.it) – Uno studio dell’Observatorio do clima, gruppo brasiliano di tutela ambientale, mostra che quest’anno il Brasile potrebbe produrre il 10-20% in più di gas a effetto serra rispetto al 2018, mostrando un trend opposto rispetto a quello delle altre nazioni. Infatti, se le emissioni a livello globale sono diminuite a causa del lockdown da coronavirus, la deforestazione e l’agricoltura sarebbero le principali cause di questa controtendenza.

Secondo uno studio pubblicato su Nature Climate Change, a livello globale si registra una riduzione di gas a effetto serra di circa il 7%. Si tratterebbe dei livelli più bassi mai raggiunti dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Di contro, monitorando le attuali traiettorie delle emissioni di gas serra (GHG) nei settori dell’economia brasiliana, la tendenza è che le emissioni di GHG 2020 in Brasile aumentino, afferma il rapporto di Observatorio do clima.

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A differenza del resto del mondo, il Brasile ottiene la stragrande maggioranza della sua energia da fonti rinnovabili, soprattutto idroelettrico ed eolico, e fa molto affidamento sui biocarburanti a basse emissioni. Ma le emissioni dovute all’agricoltura e alla deforestazione hanno più che compensato la riduzione in altri settori. “Questo perché il cambiamento nell’uso del suolo (44% delle emissioni nel 2018) è in forte espansione a causa della deforestazione dell’Amazzonia, che avanza nonostante la pandemia.

Secondo i dati preliminari del governo brasiliano, nei primi 4 mesi del 2020, l’attività di disboscamento nella foresta pluviale ha registrato una crescita del 55% rispetto ad un anno fa. Per quanto riguarda le attività agricole, il rapporto di Observatorio do clima ha rilevato che la macellazione di bestiame è rallentata durante l’emergenza coronavirus. Questo ha fatto in modo che gli animali producessero più metano rispetto agli anni passati.

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