IEA: senza la cattura della CO2, obiettivi climatici impossibili

L’Agenzia internazionale dell’energia si lancia in un sperticato elogio delle tecnologie di CCUS, definendole fondamentali “per garantire che la transizione verso l’energia pulita sia sicura e sostenibile”

cattura della CO2
Image by Valentin Baciu from Pixabay

Nuovo focus sul ruolo della cattura della CO2 nel percorso verso la neutralità climatica

(Rinnovabili.it) – Un sistema energetico a zero emissioni nette richiede una profonda trasformazione del modo in cui si produce e si utilizza l’energia; trasformazione che può essere ottenuta solo mettendo in campo tutte le tecnologie possibili, comprese quelle dedicate alla cattura della CO2. A credere fermamente in questa possibilità è l’Agenzia internazionale dell’Energia (IEA) che oggi, assieme alla Norvegia, lancia un nuovo endorsement alle tecnologie di CCUS. L’acronimo sta per cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio (carbon capture, utilisation and storage) e racchiude tutte quelle soluzioni in grado di ridurre le emissioni di gas serra degli impianti inquinanti o rimuoverle direttamente dall’atmosfera. 

Per molti anni, queste opzioni tecnologiche sono rimaste confinate in una nicchia di esperimenti e progetti pilota, troppo costose e immature per poter accedere al mercato. Oggi, invece, hanno fatto breccia nei programmi della maggior parte dei big energetici, ottenendo anche la benedizione del mondo politico e finanziario.

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“Dopo anni di lenti progressi, nuovi incentivi agli investimenti e obiettivi climatici rafforzati stanno creando nuovo slancio dietro al CCUS”, spiega l’Agenzia presentando il nuovo report dedicato alla cattura della CO2. Il documento – intitolato CCUS in Clean Energy Transitions – valuta lo stato di avanzamento di queste tecnologie, delineandone il ruolo, l’evoluzione e la futura crescita. E include un’analisi dettagliata delle emissioni climateranti provenienti dagli impianti elettrici e industriali in Cina, Europa e Stati Uniti, e delle potenzialità di immagazzinamento delle stesse.

La cattura del carbonio è fondamentale per garantire che le nostre transizioni verso l’energia pulita siano sicure e sostenibili”, ha affermato Fatih Birol, direttore esecutivo dell’IEA. “Il CCUS sarà necessario su scala globale se vogliamo rispettare l’accordo di Parigi. E dobbiamo iniziare adesso”.

CCUS, è davvero la soluzione al climate change?

Negli ultimi tre anni sono stati annunciati piani per oltre 30 strutture CCUS commerciali a livello globale. E i progetti che si stanno avvicinando a una decisione di investimento finale rappresentano risorse per oltre 27 miliardi di dollari, più del doppio dell’investimento previsto nel 2017.

L’agenzia ha anche stimato che per contribuire ai target di decarbonizzazione e neutralità climatica, la quantità di CO2 catturata debba salire a 800 milioni di tonnellate nel 2030 dai circa 40 milioni odierni. Un avanzamento che richiederebbe fino a 160 miliardi di dollari investiti in più nel settore.

Eppure sono in molti a considerare questo investimento una perdita di tempo. Il Center for International Environmental Law sostiene che le tecnologie di cattura, utilizzo e stoccaggio potrebbero rallentare la transizione alle energie rinnovabili. “Il CCUS è prezioso per l’industria dei combustibili fossili in tre modi chiave – spiega il centro in un report del 2019 –  espande la produzione di petrolio, fornisce un’ancora di salvezza a un’industria del carbone in declino e rafforza ulteriormente l’economia dei combustibili fossili in generale”.

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