33 paesi alla sbarra dei diritti umani: la denuncia climatica dei giovani attivisti portoghesi

Un nuova azione legale contro gli Stati membri UE (e non solo) apre nuove strade nella lotta ai cambiamenti climatici.

Denuncia climatica
Credits: Goran Horvat da Pixabay

La denuncia climatica è stata presentata alla Corte Europea di Strasburgo

(Rinnovabili.it) – Giovani attivisti portoghesi hanno presentato la prima denuncia climatica alla Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo nei confronti di 33 paesi. Il motivo? L’aver dimostrato una scarsa ambizione nella riduzione delle emissioni di CO2, mettendo così a rischio il futuro benessere fisico e mentale delle giovani generazioni.

L’azione legale, finanziata da un crowfunding, apre nuove strade nella lotta ai cambiamenti climatici. Infatti, cita i paesi  sia per le emissioni all’interno dei loro confini, sia per l’impatto climatico che le loro aziende e i consumatori hanno in altre parti del mondo, attraverso attività come il commercio, l’estrazione di combustibili fossili e l’outsourcing.

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I querelanti – quattro bambini e due giovani adulti – vogliono che il tribunale emetta ordinanze vincolanti nei confronti degli Stati membri dell’UE, nonché Regno Unito, Norvegia, Russia, Turchia, Svizzera e Ucraina, per prevenire la discriminazione contro i giovani e tutelare i loro diritti di vivere all’aperto.

La denuncia climatica è stata presentata dopo che il Portogallo ha registrato il luglio più caldo degli ultimi 90 anni. Già tre anni fa, devastanti incendi boschivi nel Paese avevano ucciso oltre 120 persone e, nel 2018, a Lisbona si sono registrati 44° C. Gli esperti avvertono che queste tendenze peggioreranno in futuro ed è possibile che ondate di calore superiori ai 40° C quadruplicheranno i rischi di incendi boschivi.

Sofia Oliveira, 15 anni, ha affermato che la sua generazione è profondamente consapevole dei pericoli che ci attendono: “Abbiamo visto ondate di caldo insopportabili che causano carenza d’acqua e danneggiano la produzione di cibo, e violenti incendi ci fanno temere  di viaggiare attraverso le foreste del nostro paese. Se assistiamo a questi eventi estremi già nel 2020, come sarà il futuro?.

Oliveira ha sottolineato che l’UE deve impegnarsi a raggiungere un obiettivo di riduzione delle emissioni del 65% entro il 2030 e garantire una ripresa verde dalla crisi covid, investendo in energie rinnovabili e tecnologie pulite. I giovani sono rappresentati da avvocati britannici, tra cui Marc Willers QC, esperto in diritto ambientale, e supportati dal Global Legal Action Network (Glan), che ha raccolto 27.000 sterline attraverso il crowdfunding.

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Più di 1.300 cause legali relative al clima sono state intentate in tutto il mondo dal 1990. Il maggior successo finora è stato ottenuto nei Paesi Bassi, dove la Fondazione Urgenda ha costretto il governo a ridimensionare le centrali elettriche a carbone.

Secondo Gerry Liston, legale di Glan, la denuncia climatica portata avanti dai giovani portoghesi potrebbe andare ben oltre, perché Strasburgo stabilirebbe degli standard che gli altri tribunali dovranno osservare. “Questo caso è unico. Si tratta del maggior numero di paesi mai portato alla Corte Europea. Se vinciamo, avrà un effetto molto significativo in tutta Europa, ha sottolineato Liston.

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