Europa, Italia e il Goal 13: a che punto siamo?

L’obiettivo di lotta al cambiamento climatico dell’Agenda 2030 vede purtroppo l’Italia ancora molto indietro, mentre l’Unione Europea sta incrementando le sue politiche per la protezione dell’ambiente

Goal 13
Credits: https://www.globalgoals.org/

di Isabella Ceccarini

(Rinnovabili.it) – Il Goal 13 (Lotta al cambiamento climatico) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite vede purtroppo l’Italia ancora molto indietro, mentre l’Unione Europea sta incrementando le sue politiche per la protezione dell’ambiente. Innanzi tutto, dovremmo dare un taglio più consistente alle emissioni di CO2. Nel periodo 2013-2018 il tasso di riduzione delle emissioni di CO2 è stato dello 0,74% annuo; per raggiungere l’obiettivo di emissioni zero al 2050 bisogna più che triplicare il tasso di riduzione delle emissioni. Nel periodo del lockdown, secondo l’ISPRA (Istituto Superiore per Protezione e la Ricerca Ambientale) la riduzione è stata del 7,5%. La riflessione che ne deriva non vuole un ritorno all’età della pietra, ma un consumo diverso e più razionale delle risorse del Pianeta che finora abbiamo sfruttato senza troppi scrupoli.

Secondo Asvis (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), per raggiungere gli obiettivi del Goal 13 è opportuno varare una legge sul clima in linea con il regolamento europeo per arrivare alla decarbonizzazione nel 2050, stabilire un piano di adattamento ai cambiamenti climatici che vada nella direzione indicata dal Green Deal europeo, ridefinire i piani della produzione agroalimentare come proposto dalla strategia europea Farm to Fork avendo come obiettivi la produzione sostenibile, la sicurezza alimentare e la riduzione degli sprechi.

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L’Asvis fa riferimento a dati che rispecchiano situazioni sotto i nostri occhi. I dati disponibili al 2019 dicono che si è chiuso il decennio più caldo mai registrato in Italia: la temperatura media superficiale è stata di 1,56°C superiore al valore climatologico di riferimento (1961-1990). Inoltre, nel periodo 2008-2019 il numero di eventi estremi è cresciuto di dieci volte (ne sono stati registrati 1.600).

Cosa si è fatto in concreto per essere in linea con il Goal 13? A fine 2019, il Parlamento europeo ha dichiarato l’emergenza climatica e ambientale e la Commissione ha indicato i problemi legati al clima come il compito che definisce la nostra generazione. Successivamente, la Commissione ha presentato il piano per finanziare il Green Deal e per la giusta transizione; è stata presentata la proposta di Legge europea per il clima, che vincolerà gli Stati membri a raggiungere la neutralità climatica al 2050; è in discussione il “Patto europeo per il clima” per la revisione della Direttiva per la tassazione dell’energia (compresa l’ipotesi di una carbon tax interna all’Ue e di una carbon tax alle frontiere).

I “Piani di ripresa e resilienza” finanziati nell’ambito di Next Generation Eu richiedono la modifica dei singoli Piani nazionali integrati clima ed energia (Pniec), affinché nel 2030 si arrivi a un taglio delle emissioni di gas serra almeno del 50%. Perché l’impatto di questi provvedimenti sia duraturo,sarà obbligatorio destinare alle azioni per il clima almeno il 30% dei fondi Next Generation Eu e del Quadro finanziario pluriennale.

Per l’Italia raggiungere il Goal 13 è ancora un miraggio. Alla fine dello scorso anno il Governo aveva riconosciuto lo stato di emergenza climatica e ambientale, ma tra il dire e il fare sembra esserci una distanza incolmabile. Il Decreto clima del 14 ottobre 2019, poi convertito in legge, aveva previsto l’adozione di un programma strategico nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell’aria entro 90 giorni. Ad oggi non è stato ancora definito

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