Un effetto domino per i punti di non ritorno climatici?

I ricercatori del PIK di Potsdam hanno condotto 3 milioni di simulazioni facendo interagire tre diversi sistemi climatici e variando i livelli di riscaldamento globale. In un terzo dei casi il superamento di un tipping point innescava anche gli altri

Punti di non ritorno: il clima gioca a domino
Foto di Wokandapix da Pixabay

Un nuovo studio sulle interazioni tra i “tipping point”

(Rinnovabili.it) – I ghiacci dell’Antartide occidentale e quelli della Groenlandia. La corrente del Golfo che si dirige verso l’Europa e mitiga il clima delle isole britanniche. E lo stato di salute della foresta amazzonica. Tre sistemi climatici distanti ma collegati. Tanto collegati che le loro interazioni possono dar forma a una vera e propria catastrofe climatica. Come? Con l’innesco dei loro punti di non ritorno.

Secondo uno studio del Potsdam Institute for Climate Impact Research (PIK), i punti di non ritorno (tipping point) climatici di questi tre sistemi possono interagire tra loro. Come tessere del domino, il superamento di una soglia può causare, a cascata, l’innesco dei punti di non ritorno degli altri. In un’accelerazione che può avere conseguenze profondo sul pianeta intero.

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Per stabilire questi collegamenti, i ricercatori del PIK hanno analizzato 3 milioni di simulazioni diverse. L’effetto domino è scattato in un terzo dei casi. E non è tutto. L’aspetto che appare più allarmante è che questa cascata di effetti climatici avviene anche se il riscaldamento globale viene contenuto attorno ai 2°C, la soglia meno ambiziosa dell’accordo di Parigi.

“Forniamo un’analisi del rischio, non una previsione, ma i nostri risultati continuano a destare preoccupazione”, spiega Ricarda Winkelmann, parte del team di ricerca. “I nostri risultati potrebbero significare che abbiamo meno tempo per ridurre le emissioni di gas serra e comunque prevenire” la messa in moto dei punti di non ritorno. “Nei prossimi anni o decenni, potremmo costringere le generazioni future a fronteggiare conseguenze davvero gravi”, conclude.

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Quello che lo studio non è riuscito a determinare – e che lascia qualche spiraglio in più – è la velocità con cui l’innesco a catena dei tipping point potrebbe avvenire. “Ciò che il nuovo studio non fa è svelare la scala temporale in cui i punti di non ritorno cambiano e potrebbero verificarsi effetti a cascata, ma si concentra sulle eventuali conseguenze. I risultati dovrebbero essere visti come “impegni” che potremmo prendere presto per cambiamenti e effetti a cascata potenzialmente irreversibili, lasciando una triste eredità alle generazioni future”, spiega al Guardian il ricercatore Tim Lenton.

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