Clima, l’Italia presenta la Strategia Nazionale di Adattamento

Il mancato adattamento ai cambiamenti climatici comporterebbe per il Belpaese una spesa di 20-30 miliardi di euro fino al 2050 per l’Italia, pari a una perdita compresa tra lo 0,12% e lo 0,16% del PIL

Clima, l’Italia presenta la Strategia Nazionale di Adattamento(Rinnovabili.it) – E’ in via di definizione il piano italiano con cui il nostro Paese dovrà affrontare gli stravolgimenti climatici in corso. La bozza della Strategia Nazionale di Adattamento è stata presentata ieri dal ministro dell’ambiente Andrea Orlando nella sede del proprio dicastero. L’obiettivo del documento, come spiegato dallo stesso ministro è quello di fornire un quadro di riferimento e delle linee-guida che permettano di “prevedere e prevenire gli effetti che possono avere i cambiamenti del clima sulla natura, sull’uomo e sulla sua attività”. Stabilire una linea precisa su come affrontare gli impatti climatici è quanto mai urgente: il fenomeno del climate change potrebbe comportare all’Italia costi stimati tra i 20 e i 30 miliardi di euro entro il 2050, pari a una perdita compresa tra lo 0,12% e lo 0,16% del PIL.

 

Nel giro di pochi decenni, infatti, ‘‘l’Italia potrebbe vedere impoverirsi le riserve di acqua da bere e per irrigare, affrontare fenomeni di desertificazione nel Mezzogiorno, subire frane alluvioni e incendi più frequenti, fare i conti con la perdita di ecosistemi, la riduzione dei raccolti, l’innalzamento del mare e le conseguenti erosione delle coste e inondazione delle pianure, la diffusione di malattie infettive tropicali, nonché con la tenuta del nostro patrimonio infrastrutturale”, ha allertato Orlando.

 

 

La Strategia nazionale di adattamento è stata elaborata da un tavolo tecnico che include circa 100 membri della comunità scientifica appartenenti a università ed enti di ricerca, e condivisa con un tavolo istituzionale composto dai principali soggetti interessati (Ministeri, Anci, Upi, Protezione civile e altri). Nell’elaborare il documento sono stati individuati un set di azioni ed indirizzi facendo riferimento ai settori di rilevanza socio-economica e ambientale più vulnerabili ai cambiamenti climatici: dalle risorse idriche al dissesto idrogeologi ecosistemi all’energia, dagli insediamenti urbani ai trasporti ed infrastrutture. Il piano servirà a porre le basi per un processo collettivo finalizzato a:

 

migliorare le conoscenze sui cambiamenti climatici e sui loro impatti,

-descrivere le opportunità eventualmente associate, la vulnerabilità del territorio, le opzioni di adattamento per tutti i sistemi naturali ed i settori socio-economici rilevanti;

promuovere la partecipazione ed aumentare la consapevolezza dei portatori di interesse nella definizione di strategie e piani di adattamento attraverso un ampio processo di comunicazione e dialogo, anche al fine di integrare l’adattamento all’interno delle politiche di settore in maniera più efficace;

supportare la sensibilizzazione e l’informazione sull’adattamento attraverso una capillare attività di comunicazione sui possibili pericoli, i rischi e le opportunità derivanti dai cambiamenti climatici;

identificare le migliori opzioni per le azioni di adattamento, coordinare e definire le responsabilità per l’attuazione, elaborare ed attuare le misure.