Dissesto idrogeologico: l’Italia ha bisogno di interventi strutturati

Lottare contro il dissesto idrogeologico non significa intervenire al bisogno ma predisporre un piano di tutela del territorio, parola di WWF

Dissesto idrogeologico(Rinnovabili.it) – Il dissesto idrogeologico continua a fare danni in Italia e il WWF dice basta alle iniziative estemporanee suggerendo al Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando interventi decisivi.

Per sensibilizzare il Governo, l’Associazione ha scritto al Minambiente una lettera contenente proposte in linea con le iniziative europee che potrebbero aiutare il paese a ridurre i rischi per la popolazione e l’ambiente.

Bisogna fermare il consumo di suolo denuncia il WWF, ogni giorno circa 90 ettari vengono cementificati e le conseguenze ambientali sono disastrose, spesso irreversibili, per questo interventi d’occasione non ottengono alcun risultato.

I ritardi nel recepimento delle Direttive comunitarie sulle Acque e sulle Alluvioni mettono costante a rischio l’Italia, flagellata da continue alluvioni che provocano frane e smottamenti.

Riconoscendo l’impegno più volte dimostrato dal Ministro dell’Ambiente per le tematiche critiche il WWF ha voluto ricordare quanto importante sia la tutela degli ecosistemi per il contenimento delle emergenze e la protezione delle comunità. Le aree naturali sono infatti fondamentali per ridurre i rischi ambientali e limitare, in caso di forti piogge, lo straripamento dei fiumi e la rottura degli argini.

Per aiutare il governo ad intraprendere un strada virtuosa di successo l’associazione ha deciso di suggerire una road map per passare dall’emergenza ad interventi davvero risolutivi e ad un sistema di gestione integrato che metta al primo posto il ripristino dell’integrità delle risorse naturali come mezzo per superare naturalmente il dissesto.

 

  • Istituire urgentemente subito le Autorità di distretto idrografico, come previsto dalla Direttiva 2000/60/CE e anche prima dell’approvazione del Ddl collegato ambientale alla legge di Stabilità 2014.

 

  •  Individuare con chiarezza i meccanismi e gli strumenti operativi per consentire un governo del territorio adeguato alle attuali esigenze e che tenga conto dei cambiamenti climatici in atto.

 

  • Ricostruire intere filiere, individuando strumenti d’intervento adeguati fino alla definizione di capitolati che prevedano, ad esempio, l’interdisciplinarietà d’azione e di competenze.

 

  • Promuovere una efficace azione di formazione, rivolta ai tecnici, ma anche e soprattutto a chi gestisce gli enti preposti al controllo e alla gestione del territorio

 

  • Definire i criteri per l’utilizzo delle risorse che potranno essere rese disponibili rispetto all’ammontare complessivo di  1 miliardo e 400 milioni di euro “individuato” dalla recente Legge di Stabilità

 

  • Costituire una Commissione composta dal dipartimento della Protezione civile e dai segretari delle autorità di bacino nazionali per: a) individuare le aree di prioritario intervento tra le quali ripartire quanto stanziato con la Legge di Stabilità 2014; b) definire le modalità per una pianificazione territoriale integrata che consenta  finalmente un processo di co-pianificazione tra lo Stato e le Regioni (idrogeologica. sismica, paesaggistico-naturalistica e agricola) c) predisporre una strategia nazionale per la valorizzazione naturalistica dei fiumi finalizzata alla gestione delle alluvioni e del dissesto idrogeologico anche, quando necessario

 

  •   Garantire l’adeguata pre-allerta alle popolazioni residenti e l’attuazione di piani di sicurezza e protezione civile

 

  • Vietare l’edificabilità nelle pertinenze fluviali ed avviare la demolizione e la delocalizzazione (a cui il Ddl collegato ambientale vorrebbe destinare 10 milioni di euro nel 2014) dei manufatti che sorgono nelle aree a rischio idrogeologico, partendo dalle aziende che costituiscono delle vere e proprie bombe ecologiche (es. aziende a rischio rilevante).

 

  •  Favorire la prevenzione diretta da parte dei cittadini, finalizzata all’introduzione di misure di contrasto al rischio idrogeologico (ad esempio, azioni preventive soprattutto in occasione di ristrutturazione delle abitazioni).