In Francia stop all’estrazione di gas e petrolio dal 2040

Il Ministro dell’Ecologia, Nicholas Hulot, annuncia la legge sugli idrocarburi: la produzione domestica, che vale però appena l’1% dei consumi, sarà fermata in tre decenni

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La produzione interna di gas e petrolio vale l’1% dei consumi

 

(Rinnovabili.it) – Un disegno di legge per smettere dal 2040 di produrre gas e petrolio sul territorio nazionale. La ha annunciata Nicolas Hulot, Ministro dell’Ambiente francese, che con questa mossa vuole dare corpo ad una promessa elettorale di Macron, che vuole il paese carbon neutral entro il 2050. La legge stabilisce che non sarà concessa alcuna nuova licenza per l’esplorazione, bloccando la ricerca di nuovi depositi di idrocarburi. Le concessioni di coltivazione esistenti, invece, non verranno rinnovate oltre il 2040, fissando così un termine per la produzione domestica, ma non solo: le disposizioni si applicheranno a progetti francesi a terra e in mare nei confini nazionali e all’estero. La legge potrebbe interessare aziende come la Total, che, sebbene abbia interrotto l’esplorazione del petrolio nella Francia continentale, ha il permesso di esplorare in territori d’oltremare come la Guyana francese.

Il Ministro ha annunciato alle ONG ambientaliste che la Francia diventerà «il primo grande paese industriale che ha il coraggio di assumere questo impegno». Il 2040 è anche l’ultimo anno in cui, secondo le recenti promesse, saranno vendute nello stato auto a benzina e diesel.

 

>> Leggi anche: Così la Francia vuole diventare carbon neutral entro il 2050 <<

 

Tuttavia, la Francia non è un grande produttore di petrolio, e questa misura è da considerarsi ampiamente simbolica. Con soli 6 milioni di barili l’anno provenienti dalle mura domestiche, Parigi produce circa l’1% del petrolio e del gas che consuma. La realtà è che i cugini d’oltralpe continueranno le importazioni e la raffinazione.

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Nicolas Hulot

L’estrazione entro i confini avviene tramite lo sfruttamento di pozzi principalmente situati nel bacino di Parigi e nel bacino dell’Aquitania, dove la compagnia Vermilion Energy detiene numerose concessioni. Lundin Petroleum, attraverso una società spin-off in Canada – la International Petroleum Corp – insieme alla compagnia privata Geopetrol, sono gli unici altri produttori francesi.

Per quanto riguarda gli idrocarburi non convenzionali (shale gas), la loro estrazione sarà vietata qualunque sia la tecnica utilizzata. La fratturazione idraulica (fracking), unica tecnica fino ad oggi considerata efficace, è stata già proibita nel 2011 per evitare l’inquinamento dell’aria e delle falde che provoca. Ma la moratoria lasciava aperto uno spiraglio per l’utilizzo di possibili nuove tecnologie in futuro, che ora sono invece bandite.

L’unica eccezione è il gas liberato dalle miniere, che continuerà a essere catturato per motivi di sicurezza e ambientali: è infatti pericoloso perché può generare esplosioni e contribuisce al riscaldamento globale.

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