Fusione super rapida per i ghiacciai del mondo

Nel 21° sec. il record di scioglimento dei ghiacciai del 1998 è stato superato 5 volte. Estate da dimenticare anche i ghiacciai delle Alpi

Fusione super rapida per i ghiacciai del mondo

 

(Rinnovabili.it) – Vero e proprio record negativo quello raggiunto dai ghiacciai terrestri. Mai negli ultimi 120 anni avevano raggiunto un livello di fusione così basso come quello mostrato nel primo decennio del 21° secolo. Tra il 2000 e il 2010 i ghiacciai hanno perso tra i 50 e i 100 centimetri l’anno: un ritmo vorticoso, fino a tre volte maggiore della media registrata nel 20° secolo.

 

A fornire questi dati è il World Glacier Monitoring Service dell’Università di Zurigo, che raccoglie i risultati del monitoraggio dei ghiacciai mondiali grazie ai suoi corrispondenti nazionali in oltre 30 paesi. La banca dati contiene più di 5.000 misurazioni dei cambiamenti di volume e massa a partire dal 1850 e oltre 42.000 osservazioni e ricostruzioni che risalgono fino al 16 ° secolo.

 

L’ente ha pubblicato la sua nuova analisi completa dei cambiamenti globali nei ghiacci nel “Journal of Glaciology”. Le conclusioni rivelano che, in base ai dati preliminari riferiti agli ultimi cinque anni, la riduzione delle masse dei ghiacciai procede a ritmo sostenuto. Nel 20° secolo il record fu toccato nel 1998, ma dal 2000 in poi il primato negativo “è stato superato già quattro volte, nel 2003, 2006, 2011, 2013, e probabilmente anche il 2014 darà il medesimo risultato finale”. L’intenso ritmo di fusione osservato negli ultimi tempi, evidenziano i ricercatori, ha portato a un forte squilibrio dei ghiacciai in molte regioni mondiali. “Questi ghiacciai – spiega il direttore del World Glacier Monitoring Service, Michael Zemp – continueranno a perdere ghiaccio, anche se il clima rimarrà stabile”.

 

Intanto la morsa di caldo che ha investito l’Europa meridionale a luglio ha mostrato i suoi effetti sui ghiacci alpini. Come rivelano gli esperti di Fondazione Montagna Sicura, la canicola dello scorso mese ha fatto sì che alla fine di luglio le Alpi della Valle d’Aosta avessero già raggiunto livelli che, nelle annate meno afose, venivano toccati solo a fine dell’estate. “Dalle osservazioni effettuate – spiega la fondazione – appaiono ad oggi evidenti gli effetti delle anomale alte temperature verificatesi anche in quota nelle ultime settimane: a metà estate, sono infatti già state raggiunte le condizioni di fusione della neve e del ghiacciaio che negli ultimi anni si potevano osservare solamente a fine settembre, dopo un’intera stagione estiva”.

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