Global Warming: il limite di 2° C non eviterà catastrofi climatiche

Un team di scienziati sconfessa il limite che i governi mondiali hanno imposto al surriscaldamento globale. Un obiettivo appropriato sarebbe quello di mantenere la temperatura globale all’interno o in prossimità del range di temperature dell’Olocene

Global Warming: il limite di 2° C non eviterà catastrofi climatiche(Rinnovabili.it) – L’obiettivo sul global warming stabilito dai governi mondiali nel 2009, ovvero di mantenere la crescita della temperatura terrestre entro i due grandi  centigradi sopra dei livelli pre-industriali, potrebbe non essere sufficiente a evitare cambiamenti climatici catastrofici. Questo quanto rivela oggi uno studio condotto da 18 eminenti scienziati, del calibro di James Hansen (ex capo climatologo della Nasa) e Jeffrey Sachs, e pubblicato sulla rivista scientifica statunitense PLoS ONE. Secondo il rapporto il limite di 2 gradi centigradi sarebbe addirittura il doppio rispetto alla vera soglia del tipping point.

 

“Negli ultimi decenni si è registrato un aumento di diversi eventi climatici estremi in risposta al riscaldamento di pochi decimi di grado; eventi che verrebbero  probabilmente parecchio incrementati con il riscaldamento di 2 gradi C o più”, spiegano gli autori del rapporto in una nota stampa. “Un obiettivo appropriato sarebbe quello di mantenere la temperatura globale all’interno o in prossimità del range dell’Olocene – il periodo interglaciale in cui si è la sviluppata civiltà”. Il riscaldamento globale potrebbe essere mantenuto a circa 1 grado C, se le emissioni derivate dai combustibili fossili venissero tagliate del 6 per cento all’anno a partire dal 2013 e attraverso un’intesa attività di riforestazione; il che si tradurrebbe in un rilascio nell’atmosfera di 500 miliardi di tonnellate di CO2 eq. (secondo gli esperti ONU il mondo deve rimanere all’interno dei 1.000 miliardi di tonnellate per non superare la soglia dei 2° C). “L’ampio impiego delle fonti fossili rende praticamente certo il superamento del limite dei 500 miliardi di tonnellate […  ] la società deve rivedere quello che rappresenta un ‘livello di pericolo’ del riscaldamento terrestre”.