Tasmania: caldo da record a causa degli incendi in Australia

In Tasmania, lo stato australiano più vicino al Polo Sud, il termometro sta registrando delle temperature più di due volte superiori alla media estiva. Ciò dipende soprattutto dalle condizioni estreme che hanno alimentato una delle peggiori stagioni di incendi in ​​Australia.

Incendi in Australia
Credits: chesshirecat da Pixabay

I forti venti da nord spingono l’aria torrida degli incendi in Australia nelle zone più fredde del paese, con sbalzi di temperatura di 8°C.

 

(Rinnovabili.it) – Nel freddo stato australiano della Tasmania, il più vicino del paese al Polo Sud, il termometro sta registrando delle temperature più di due volte superiori alla media estiva, con folate di aria torrida che soffia dalla terraferma a causa dei gravi incendi in Australia. Nella capitale della Tasmania, Hobart, oggi sono stati raggiunti i 40,8°C, rendendo questo lunedì di fine anno il giorno di dicembre più caldo, secondo quanto affermato dall’Ufficio di Meteorologia australiano.

 

>>Leggi anche Incendi in Australia: il primo ministro Morrison si difende<<

 

Questo insolito clima, anche nei luoghi più freddi del paese in cui le temperature superano addirittura quelle delle zone tropicali del nord, dipende soprattutto dalle condizioni estreme che hanno alimentato una delle peggiori stagioni di incendi in ​​Australia. Secondo il meteorologo Luke Johnston, infatti, “la ragione per cui la Tasmania è così calda è che abbiamo venti abbastanza forti da nord che portano aria rovente dalla terraferma”. Basti pensare che, a mezzogiorno di ieri, un forte cambiamento del vento ha fatto aumentare la temperatura di Hobart di 8 gradi in soli 10 minuti.

 

>>Leggi anche L’Australia potrebbe essere responsabile del 17% delle emissioni mondiali<<

 

Il clima normalmente più fresco della Tasmania ha da sempre attirato nella regione produttori di vino. Tuttavia, l’instabilità e la mutevolezza dovute ai cambiamenti climatici stanno adesso iniziando a colpire anche e soprattutto le più pregiate aree vinicole. A quanto pare, però, il clima dovrebbe tornare alla normalità nei prossimi giorni e i danni per il raccolto di uva dovrebbero essere limitati, grazie ad una primavera che, sempre per effetto del climate change, è stata più fredda rispetto alla media, ritardando così la stagione della maturazione. “Pensiamo che le temperature saranno miti per il resto della settimana, quindi speriamo che qualche giorno molto caldo non rappresenterà un problema”, ha dichiarato a Reuters John Brown, enologo della Cantina Frogmore Creek.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui