Innalzamento del mare: intesa Confcommercio – ENEA

Siglato un protocollo di intesa tra ENEA e Confcommercio per mitigare gli effetti dell’innalzamento del mare sulle attività economiche e nel settore turistico-balneare in Italia

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Le stime sull’innalzamento del mare potrebbero avere un effetto amplificato a causa dello storm surge

 

(Rinnovabili.it) – Un protocollo di intesa per mitigare gli effetti dell’innalzamento del mare sulle attività economiche e nel settore turistico-balneare in Italia. È quello appena siglato tra ENEA e Confcommercio e che prevede una collaborazione anche su altre tematiche, quali l’uso efficiente delle risorse, il recupero dei RAEE e la riqualificazione energetica, e uno studio del rischio inondazione sui 21 principali porti commerciali italiani. Come spiegato da Fabrizio Antonioli del laboratorio ENEA di “Modellistica climatica e impatti”, le stime che parlano di un innalzamento del mare di circa 1 metro al 2100 (con picchi a Venezia e Napoli) potrebbero avere addirittura un effetto amplificato a causa di un mix di bassa pressione, onde e vento (lo storm surge) che potrebbe determinare un ulteriore aumento di 1 metro del livello del mare. “Gli studi sul cambiamento climatico abbinati a un nuovo modello climatico elaborato dall’ENEA – ha spiegato Antonioli – permetteranno di ottenere per ogni singolo porto mappe del rischio dettagliate e a breve termine, in modo da individuare gli interventi da mettere in campo per preservare l’infrastruttura stessa e le attività commerciali e turistiche connesse”.

 

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Lo studio ENEA è il primo che evidenzia gli effetti sulle città costiere e sui porti italiani di un innalzamento del mare dovuto ai cambiamenti climatici. Interessanti anche le prospettive aperte dallo studio per Federlogistica-Conftrasporto, adesso in grado di intervenire tempestivamente, come riferito dal Presidente Luigi Merlo, nella progettazione delle strutture. Quello dei porti italiani è un sistema economico molto esteso: 12 milioni di crocieristi ogni anno, 11 milioni di container, per un totale di circa 880.000 occupati e 200.000 imprese coinvolte, tra pesca, cantieristica, trasporti marittimi e turismo. La cosiddetta blue economy per ogni euro generato ne attiva altri due sull’economia nazionale, producendo ogni anno un valore aggiunto pari a 130 miliardi di euro, circa il 10% del PIL italiano.

 

Il monitoraggio ENEA sull’innalzamento del mare continuerà anche su 40 zone costiere a rischio inondazione in Italia, interessate da attività turistico-balneari, ferrovie, strade, autostrade, riserve naturali e città.

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