Nucleare: problemi al muro di ghiaccio di Fukushima che contiene l’acqua radioattiva

Tepco, il gestore dell’impianto, ha annunciato che i lavori di manutenzione partiranno a dicembre. La barriera ghiacciata costruita nel 2016 serve per evitare che le acque di falda si infiltrino nei reattori, diventino radioattive, e contaminino l’area circostante. Da metà settembre, la temperatura in alcuni punti è sopra la soglia di congelamento

centrale di Fukushima
By IAEA Imagebank – https://www.flickr.com/photos/iaea_imagebank/8657963686/, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=56218683

Il muro di Fukushima è costato 320 mln di dollari

(Rinnovabili.it) – Il muro di ghiaccio che impedisce all’acqua radioattiva di Fukushima di contaminare il sito, la falda sottostante e il mare si è sciolto parzialmente. Il 18 novembre la temperatura nei pressi del reattore n°4 è salita a 13,4°C ma è da metà settembre che sarebbe al di sopra della soglia di congelamento. Lo fa sapere la rete tv giapponese NHK aggiungendo che il gestore della centrale nucleare di Daichii, la Tepco, ha in programma di lanciare nei prossimi giorni i lavori di manutenzione necessari.

La barriera ghiacciata ha avuto numerosi problemi fin dalla sua costruzione nel 2016. Questa opera di ingegneria consiste nel congelare il terreno attorno ai reattori devastati dal terremoto e dallo tsunami del 2011, utilizzando 1.500 tubi conficcati fino a 30 metri di profondità in cui viene iniettata una soluzione salina a -30°C.

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La cortina di ghiaccio separa le acque contaminate che si trovano all’interno dei reattori danneggiati da quelle di falda. A causa dell’incidente di Fukushima, queste ultime riescono a infiltrarsi nei sotterranei dell’impianto, dove entrano in contatto con un ambiente contaminato e diventano altamente radioattive, al pari dell’acqua che viene impiegata per raffreddare i reattori e che Tokyo ha deciso di sversare in mare dal 2023 dopo un processo di decontaminazione.

Già questo accumulo di acqua presenta evidenti rischi, sia perché aumenta la quantità di liquido radioattivo da trattare e smaltire (in aggiunta agli 1,37 mln di t già stoccati in cisterne nei pressi della centrale), sia perché rischia di contaminare l’intera falda. Ma non solo: una volta penetrata nell’edificio, l’acqua di falda riesce poi a farsi strada attraverso il sistema di drenaggio di Fukushima e a riversarsi infine nel Pacifico. Ovviamente, senza subire prima alcun trattamento. Prima dell’entrata in funzione della barriera, circa 500 t di acqua al giorno penetrava nei reattori.

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Questo è solo l’ultimo di una scia di incidenti e malfunzionamenti che ha costellato la storia del muro di ghiaccio di Fukushima. Cinque mesi dopo l’entrata in funzione, a luglio 2016, Tepco aveva dovuto ammettere che l’opera funzionava solo parzialmente: non riusciva a evitare la contaminazione continua delle acque. Nel 2018, un gruppo di esperti nominati dal governo giapponese aveva confermato che il muro non funziona come dovrebbe. Secondo la loro relazione, la parete blocca circa la metà dei flussi ma non risolve il problema. (lm)

4 Commenti

  1. Ok, non fosse per il fatto che la radioattività dell’acqua di Fukushima è talmente bassa da non essere in alcun modo pericolosa, c’è anche chi l’ha bevuta, quindi non vedo la catastrofe

    • Al di là del fatto che di catastrofe parli solo tu (e forse non è un caso), se il muro non funziona, è un bel problema. L’opera è costata oltre 320 milioni, una spesa giustificata, ma pur sempre una spesa elevata. Se il sistema si guasta o funziona male, le conseguenze sono essenzialmente tre: la prima, banale, hai buttato soldi; la seconda è l’aumento delle acque da pompare fuori dal reattore facendo lievitare i costi delle operazioni di prelievo, stoccaggio e decontaminazione (perché sì, l’acqua va decontaminata per abbassarne la pericolosità); la terza è il rischio che l’acqua raggiunga il mare attraverso le falde sotterranee prima di essere trattata e dunque con una radioattività ben oltre il livelli di sicurezza.

  2. Per fortuna che ci stanno pensando i giapponesi.
    Il nostro Mose a Venezia é costato fin’ora 6.5 Miliardi di Euro e non funziona per niente.

    Io rabbrividisco sempre quando si parla di centrali nucleari in Italia. Ma ci vedete voi qualcuno in Italia:
    1) in grado di mantenere la sicurezza dell’impianto
    2) pronto a sacrificarsi quando le cose si mettono male?

    Siamo una nazione dei vari capitan Schettino, non dimenticate. Quindi a che per questo, per Fukushima e per molto alto. NO al Nucleare

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