Per il mondo una vera #HealthyRecovery, lo chiedono gli operatori sanitari ai leader del G20

La World Medical Association, il Consiglio internazionale degli infermieri, l’Organizzazione mondiale dei medici di famiglia e altri duecento gruppi, rappresentanti 40 milioni di operatori sanitari, hanno pubblicato una lettera in cui chiedono un approccio globale per una ripresa sana e verde

#HealthyRecovery
Di Palácio do Planalto – https://www.flickr.com/photos/palaciodoplanalto/48142586681/, CC BY 2.0, Collegamento Creative Commons — Attribution 2.0 Generic — CC BY 2.0https://creativecommons.orgPer il mondo una vera #HealthyRecovery, lo chiedono gli operatori sanitari ai leader del G20.pages

Gli investimenti economici post COVID-19 devono privilegiare la salute umana e del pianeta: sono 350 organizzazioni mediche a chiedere una #HealthyRecovery ai leader mondiali del G20

(Rinnovabili.it) – A novembre, per il prossimo G20, leader politici, governatori delle banche centrali, ministri delle finanze dovranno occuparsi di una delle crisi economiche più serie dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. “Realizzare le opportunità del XXI secolo per tutti”, titolo del forum internazionale del 2020, sarà una sfida senza precedenti e, oggi, le venti nazioni che rappresentano il 90% del PIL globale sono chiamate a realizzare una ripresa verde, verso una crescita economica realmente sostenibile

In un periodo complesso dovuto alla crisi da COVID-19 sono gli operatori sanitari di tutto il mondo, in una lettera aperta consultabile su realthyrecovery.net, a chiedere ai leader mondiali di privilegiare investimenti nella sanità pubblica, per un’aria e un’acqua pulite e per mitigare i cambiamenti climatici. Attraverso una reale #HealthyRecovery, hashtag utilizzato nella lettera, si potrebbe rafforzare la resilienza contro le crisi sanitarie e non che sicuramente dovremo affrontare in futuro. 

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Sostenuta dall’OMS e dalla Global Climate and Health Alliance, la lettera porta le firme della dalla World Medical Association, il Consiglio Internazionale degli infermieri, l’Organizzazione Mondiale dei medici di famiglia e altri duecento gruppi.

A causa della pandemia di COVID-19abbiamo visto in prima persona quanto possano essere fragili le comunità quando la loro salute, sicurezza alimentare e libertà di movimento e lavoro sono messe a dura prova da una minaccia comune”. Ma, come spiegano i firmatari, “questi effetti avrebbero potuto essere parzialmente mitigati, o forse addirittura prevenuti, se fossero stati stanziati investimenti adeguati […] nella sanità pubblica e nella tutela ambientale”.

Nel testo le diverse realtà hanno voluto mettere in evidenza l’impatto devastante dell’inquinamento atmosferico e la sua relazione con la pandemia in atto. “Un’economia realmente sana non permetterebbe all’inquinamento di continuare a intossicare l’aria che respiriamo e l’acqua che beviamo” si legge nel testo.

Anche “prima di COVID-19, l’inquinamento atmosferico stava indebolendo i nostri corpi” e ora abbiamo un’opportunità unica di prenderne coscienza e cambiare rotta. L’appello per una #HealthyRecovery contenuto nella lettera, i cui firmatari rappresentano 40 milioni di operatori sanitari, chiede infatti la rimozione di centinaia di miliardi di dollari stanziati per sostenere la produzione di petrolio, gas e carbone e incentivi seri per l’energia rinnovabile.

Miguel Jorge, presidente della World Medical Association, ha sottolineato come una vita sana dipenda da un pianeta sano: “abbiamo bisogno di un approccio globale, di una ripresa sana e verde, e ne abbiamo bisogno adesso”. I piani economici del prossimo G20 non dovrebbero far altro che occuparsi della reale sostenibilità, dando la priorità a politiche capaci di tutelare tutto il pianeta e con esso chi lo vive. 

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