Inquinamento dell’aria e Covid-19: ecco come sono legati

Uno studio svizzero rivela la correlazione tra andamento della pandemia e variazione del particolato più sottile in sospensione nell’atmosfera

Inquinamento dell’aria
Credits: Fabrizio_65 da Pixabay

La pandemia corre più veloce quando c’è più inquinamento dell’aria

(Rinnovabili.it) – Esiste una correlazione tra l’inquinamento dell’aria e la velocità con cui si espande il contagio di Covid-19. E anche tra la qualità dell’aria e la virulenza dell’ondata pandemica. Lo ha scoperto un team dell’università di Ginevra che ha lavorato sui dati atmosferici e sanitari di Francia e Svizzera (Canton Ticino).

Cosa significa questa correlazione? Potrebbe essere la spiegazione, o una delle spiegazioni, per chiarire alcuni dei punti oscuri su come si diffonde il coronavirus. In particolare, potrebbe aiutare a comprendere perché alcuni periodi dell’anno, almeno in Europa, sembrano favorire l’innalzamento della curva. E perché vediamo delle differenze così significative tra paesi “comparabili” nel tasso di mortalità da Covid-19.

Leggi anche Iss: al via nuovo studio su legame tra inquinamento e Covid-19

Lo studio, pubblicato sulla rivista Earth Systems and Environment, suggerisce che alte concentrazioni di polveri sottili, in particolare di particelle di dimensioni inferiori a 2,5 micrometri, possono modulare o addirittura amplificare, le ondate del contagio. Studi sul Covid-19 condotti in Italia e Francia suggeriscono che il virus era già presente in Europa alla fine del 2019, mentre il forte aumento di morbilità e mortalità è stato registrato solo nella primavera del 2020.

“Questo intervallo di tempo è sorprendente – spiega Mario Rohrer , ricercatore a Ginevra – ma suggerisce anche che qualcos’altro oltre alla semplice interazione delle persone può promuovere la trasmissione del virus, e in particolare la gravità dell’infezione”. Il gruppo di ricerca guidato da Rohrer è stato in grado di dimostrare che i picchi nei casi, e soprattutto l’aumento delle ospedalizzazioni, seguivano fasi in cui l’inquinamento dell’aria era maggiore perché i livelli di particelle fini nell’aria erano più alti. Il team ha effettuato osservazioni simili nel Canton Ticino. Dove l’inquinamento da particelle fini è aumentato bruscamente durante un periodo caratterizzato da nebbia alla fine di febbraio 2020.

Leggi anche Inquinamento atmosferico e Covid sono legati: le prove scientifiche

E’ noto che concentrazioni acute di particelle fini causano infiammazioni delle vie respiratorie, polmonari e cardiovascolari e ispessiscono il sangue. In particolare quelle inferiori a 2,5 micrometri. “In combinazione con un’infezione virale, questi fattori infiammatori possono portare a una grave progressione della malattia. L’infiammazione promuove anche l’attaccamento del virus alle cellule”, conclude Rohrer.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui