La resistenza agli antibiotici viaggia anche a bordo delle nuvole

Una ricerca ha rivelato che nelle nuvole si nascondono circa 8000 batteri con resistenza agil antibiotici per millilitro di acqua

resistenza agli antibiotici
Via depositphotos.com

Uno dei maggiori problemi ambientali e sanitari del nostro tempo, la resistenza agli antibiotici è causata dall’allevamento intensivo e dall’abuso di farmaci

(Rinnovabili.it) – Era il 1980 quando usciva “The Fog”, la nebbia assassina, un film cult per gli amanti dell’horror. Ora, i ricercatori dell’Université Laval e dell’Université Clermont Auvergne hanno scoperto un fenomeno simile: le nuvole, infatti, ospitano batteri con resistenza agli antibiotici in concentrazioni paragonabili ad altri ambienti naturali. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Science of The Total Environment.

Non è una buona notizia, visto che l’antibiotico resistenza è uno dei maggiori problemi ambientali e sanitari del nostro tempo. L’uso sconsiderato da parte dell’umanità, infatti, sta provocando un inquinamento da antibiotici che alla lunga crea batteri resistenti. Proprio come i pesticidi dopo qualche anno perdono il loro effetto mortifero per l’evoluzione delle specie infestanti, anche gli organismi target degli antibiotici si comportano allo stesso modo.

Nelle nostre acque, così come negli animali allevati, c’è una alta concentrazione di antibiotici, che rientrano poi nella catena alimentare. Adesso sappiamo che i geni batterici portatori di resistenza agli antibiotici viaggiano anche nell’aria.

Per osservare questo fenomeno, il team di ricercatori ha campionato le nuvole sulla cima del Puy de Dôme, un vulcano dormiente nel Massiccio Centrale della Francia. In una stazione di ricerca a 1465 metri di altezza, hanno condotto 12 sessioni di campionamento in due anni.

L’analisi dei campioni ha rivelato che contenevano in media circa 8000 batteri per millilitro di acqua delle nuvole, con minimi di 330 e picchi di 30 mila. Tra il 5% e il 50% potrebbe essere vivo e potenzialmente attivo.

“Questi batteri di solito vivono sulla superficie della vegetazione o del suolo – ha spiegato spiega Florent Rossi, ricercatore all’Université Laval – Sono aerosolizzati dal vento o dalle attività umane, e alcuni di loro salgono nell’atmosfera e partecipano alla formazione delle nuvole”.
A seconda della zona in cui le nuvole si sono formate, la composizione di batteri resistenti agli antibiotici è diversa: ad esempio, in quelle di formazione continentale, ci sono più batteri resistenti agli antibiotici legati alla zootecnia di quelle formatesi sul mare.

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