Qualità dell’aria: gli USA bocciano regole più stringenti

Ancora una volta, la decisione dell’amministrazione EPA sembra segnare una vittoria per le industrie fossili che avevano fatto pressioni contro un inasprimento degli standard sulla qualità dell’aria.

Nonostante le raccomandazioni, la direzione dell’EPA respinge l’inasprimento degli standard sulla qualità dell’aria

(Rinnovabili.it) – La direzione dell’Agenzia per la protezione ambientale (EPA) statunitense continua a fare scelte controverse. Appena ieri, infatti, ha respinto una raccomandazione di alcuni funzionari EPA che suggerivano di inasprire le norme sulla qualità dell’aria che regolano l’inquinamento da particolato. Secondo l’amministratore EPA Andrew Wheeler, però, gli standard attuali sono più che adeguati a salvaguardare la salute pubblica. “Riteniamo che l’attuale standard tuteli la salute e non debba essere modificato, ha dichiarato Wheeler.

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Wheeler, che ha seguito la revisione della ricerca scientifica sulla qualità dell’aria condotta da funzionari EPA e consulenti indipendenti, ha sottolineato che “ci sono ancora molte incertezze” in merito all’azione del particolato sulla salute umana. Ad essere in questione, infatti, è il regolamento nazionale sugli standard di qualità dell’aria, che stabilisce dei limiti alle concentrazioni di diversi inquinanti nell’aria. Tra questi, c’è anche il particolato proveniente dalle centrali elettriche a carbone e gas e dai tubi di scappamento dei veicoli. L’EPA è tenuta a rivedere gli standard ogni cinque anni e tende a rafforzarli regolarmente.

L’attuale standard sulla qualità dell’aria (fissato nel 2012) prevede un limite di 12 milionesimi di grammo di particolato per m3. Tuttavia, in alcune zone del paese, questo numero è abbondantemente superato. A fronte della ricerca, il personale EPA ha raccomandato che lo standard scendesse a 8 milionesimi di grammo per m3. Infatti, anche con una concentrazione di 12 milionesimi di grammo per m3 è possibile riscontrare danni respiratori. Ad inasprire la situazione, inoltre, contribuisce l’attuale crisi pandemica: “È particolarmente eclatante che l’EPA stia respingendo questo suggerimento nel bel mezzo della pandemia di codiv-19. Si tratta, infatti, di un’emergenza di salute pubblica pericolosa soprattutto per le persone che vivono in aree con livelli di inquinamento dell’aria più elevati, ha affermato Gretchen Goldman dell’Union of Concerned Scientists.

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La decisione dell’amministrazione EPA sembra segnare un’altra vittoria per le industrie fossili, che si erano attivamente impegnate contro un inasprimento degli standard. Non a caso, l’American Petroleum Institute (che rappresenta le compagnie petrolifere e del gas statunitensi) ha elogiato la disposizione, sottolineando che l’inquinamento da particolato è calato negli ultimi anni. Quella sulla qualità dell’aria non è la prima mossa dell’EPA a favore dell’industria fossile. Infatti, di appena due settimane fa è la notizia della sospensione delle leggi ambientali in USA per facilitare la ripresa economica a fronte della pandemia.

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