Maltempo: la strage degli alberi nei boschi alpini

Ci vorrà un secolo per ripristinare il disastro provocato dal maltempo nelle foreste alpine: 14 milioni di alberi abbattuti da raffiche eccezionali di vento e un danno economico che mette in ginocchio le comunità montane

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CONAF: “Il maltempo ha spazzato la filiera foresta-legno”

 

(Rinnovabili.it) – Il maltempo che si è abbattuto sull’Italia in questi ultimi giorni non ha risparmiato niente e nessuno. Oltre alle vittime di frane e alluvioni, c’è anche la strage degli alberi nelle foreste alpine: circa 14 milioni di esemplari abbattuti dal maltempo, la maggior parte faggi, abeti bianchi e rossi, una situazione disastrosa che compromette l’equilibrio ecologico e ambientale di vaste aree montane e mette a rischio la stabilità idrogeologica. La stima è di Coldiretti e Federforeste, preoccupati sia per la popolazione di mammiferi, uccelli e rettili che popolava quei boschi e che ora si trova senza “casa”, sia per il rischio di frane e smottamenti in caso di piogge, dovuto alla mancanza di copertura vegetale. Un disastro le cui cause sono da imputare di sicuro all’eccezionalità delle raffiche di vento che ci sono state, ma anche all’abbandono e all’incuria in cui versano le foreste italiane. “In Italia siamo di fronte – spiega la Coldiretti – all’inarrestabile avanzata della foresta che senza alcun controllo si è impossessata dei terreni incolti e domina ormai più di 1/3 della superficie nazionale, con una densità che la rende però del tutto impenetrabile ai necessari interventi di manutenzione, difesa e sorveglianza”.

 

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Della stessa opinione anche il CONAF, il Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali, che sottolinea l’importanza di interventi professionisti nella fase di progettazione e in quella di cura della vegetazione e denuncia la scelta di specie inadeguate ai siti di messa a dimora, errore che porta a meccanismi errati nella gestione delle specie arboree, quali potature estreme, con il conseguente indebolimento delle piante. “Nelle prossime settimane – ha dichiarato la presidente CONAF, Sabrina Diamantidovremo ragionare su come intervenire con le migliori pratiche, le tecniche e gli approcci multidisciplinari alla montagna, alla gestione forestale e agli interventi per tutelare le cosiddette Aree Interne”.

 

Nel computo dei danni che il maltempo ha fatto nelle aree boschive alpine, ci sono anche quelli economici, che si ripercuotono inevitabilmente sulla filiera foresta-legno e che hanno messo in ginocchio le comunità montane. Secondo quanto dichiarato da Coldiretti, dal momento che l’Italia importa già l’80% del legno che consuma, il danno ambientale subito avrà importanti ripercussioni sull’intera filiera del legno, compresa la perdita di posti di lavoro. Ripercussioni che per CONAF sarà possibile calcolare soltanto una volta che sarà passata la fase emergenziale: soltanto allora si potrà valutare nel dettaglio i danni alle economie locali, al turismo e ai bilanci degli enti montani che contavano sugli introiti del legname. Gli esperti fanno sapere che per ripristinare la situazione e tornare alla normalità ci vorrà un secolo.

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